CHAMELEONS VOX + WINTER SEVERITY INDEX + DATE AT MIDNIGHT @ Traffic
a cura di: Princess Vampire
2012-12-22

Traffic, Roma, 7 dicembre 2012: I Chameleons Vox sono l'ultima incarnazione della storica formazione dei Chameleons, imprescindibili per tutti gli amanti della new wave. Ad aprire la serata sono due band capitoline, che in modo diverso riprendono il sound Eighties e malinconico degli artisti di Manchester: Winter Severity Index, progetto della chitarrista e vocalist Simona Ferrucci, che vede coinvolta anche Mushy, musicista molto apprezzata nella scena dark ambient; e Date At Midnight, band dalle sonorità più graffianti, che unisce un classico mood gothic e death rock all'influenza della darkwave italiana d'annata. Iniziano i Winter Severity Index, per l'occasione accompagnati da Alessandra Romeo e Giovanni Stax (Bohémien, Fru!t): dopo l'omonimo EP d'esordio la band propone in dimensione live i brani che andranno a comporre il prossimo lavoro. Il cantato di Simona è ricco di pathos e incanta per il suo timbro cupo e ammaliante, sostenuto da una ritmica algida e sincopata e da un tappeto di chitarre intriso di oscure atmosfere e raffinato spleen. Un'esibizione intensa che lascia ben sperare per il primo full-lenght della formazione. È quindi la volta dei Date At Midnight: ispirati tanto dai Christian Death di Rozz Williams quanto dai Litfiba prima maniera, i quattro musicisti infervorano la platea con un goth rock ruvido e accattivante e con una setlist che attinge a piene mani dai due album pubblicati dalla band, in particolar modo dal più recente "No Love", uscito nel 2011. Segue un lunghissimo cambio palco, durante il quale la tensione è palpabile e l'attesa per l'arrivo di Mark Burgess e compagni sembra infinita. Finalmente tra volute di fumo sintetico il leggendario vocalist fa la sua comparsa e parte la splendida "Monkey Land". La bravura e il fascino della formazione inglese sono completamente intatti, il pubblico è estasiato. In un susseguirsi di preziose gemme come "Swamp Thing", "Soul In Isolation", "Perfume Garden", "Up The Down Escalator", "I'll Remember" il live acquista sempre più carica e il carismatico frontman riesce letteralmente a commuovere i presenti. Il locale gremito ondeggia al suono delle melanconiche chitarre di Neil Dwerryhouse e Chris Oliver, al basso pulsante di Burgess e alle percussioni sferzanti di John Lever: un sound che ha segnato un'epoca e ha ispirato decine di band contemporanee. L'atmosfera disincantata e romantica degli anni d'oro della wave è tangibile e ispira tutti i presenti a questa serata magica, indimenticabile come poche. Il concerto si conclude con la celeberrima "Second Skin", ma l'affetto e il clamore dei presenti spingono i Chamelons a concedere un triplo bis al pubblico adorante, che può lasciare il locale soddisfatto e appagato da quasi due ore di ottima musica.