Wolfmother
a cura di: Maria Bonì
pubblicato il: 2009-07-24
Wolfmother
  • Dimension

  • White Unicorn

  • Woman

  • Where Eagles Have Been

  • Apple Tree

  • Joker And The Thief

  • Colossal

  • Mind’s Eye

  • Pyramid

  • Witchcraft

  • Tales

  • Love Train

  • Vagabond

Il tipo di recensione più semplice da scrivere è quella su una band emergente, al suo primo disco. Non hai la necessità di confrontare il lavoro con quello precedente, e ti limiti a descrivere ciò che ascolti, magari confrontandolo a ciò a cui quel gruppo si ispira.Questa è forse una tra le recensioni più difficili per me da scrivere. Perché è difficile parlare di qualcosa che ti coinvolge. Wolfmother l’ho ascoltato giorno dopo giorno, per nove mesi di seguito, a partire dal giugno del 2006. Una gestazione sulle opinioni che mi sono fatta dovrebbe essere questa. Tenterò di essere il più oggettiva possibile.Andrew Stockdale è il leader di questo (allora) trio di musicisti australiani. Lui è uno con un ego che ricopre una superficie almeno tre volte più grande dell’Australia stessa. Quasi da far invidia a Axl Rose!Andrew è uno di quei musicisti di cui sentiremo parlare nei prossimi decenni. Sarà un’impressione, ma penso che sarà così.Andrew è cresciuto a pane e Led Zeppelin e bruschette alla AC/DC.È evidente che anche lui, come migliaia di adolescenti innamoratisi di queste band, sia stato davanti al videoregistratore a schiacciare rewind-forward per imparare a memoria non solo le canzoni dei suoi idoli, ma anche i loro movimenti.

Lo si nota quando lo si vede esibire sul palco. Sebbene le sue ascendenze siano chiare, tutto ciò che fa risulta parecchio naturale e spontaneo! A differenza di quelle migliaia di adolescenti che crescendo hanno abbandonato la chitarra e intrapreso una carriera da borghesucci della middle class, con la camicia celeste infilata dentro i pantaloni, Andrew ha perseguito il suo scopo di diventare musicista, ed ecco che nel 2006 viene pubblicato l’album d’esordio Wolfmother, acclamatissimo dalla critica: Rolling Stones lo ha definito: “Un’epica opera musicale”; il magazine inglese NME ha detto a proposito “Se vuoi essere scosso così pesantemente da frantumarti i denti, i Wolfmother sono la band che fa per te: Australia’s Best New Band”.In questo cd non troverai Perfezione: in Where Eagles Have Been ad Andrew scivolano le dita durante l’assolo, ma il bello di ciò è che è stato lasciato così, il che è molto rock ‘n’ roll come cosa: di solito le band emergenti al primo disco impacchettano prodotti perfettini, e poi quando li vedi dal vivo sai che delusione!In questo cd non troverai nulla di nuovo: il sound è quello dell’hard rock più puro della prima metà degli anni settanta, e il riff di base della powertrack Woman è trito e ritrito, comunque mai noioso (è quasi identico a quello di Roadhouse Blues dei Doors, per intenderci).Ma in questo cd troverai qualcosa di unico: l’essenza stessa di Andrew Stockdale, straripante e determinata, ed una profonda “fede” al concetto di rock PURO.Inizi con una chitarra scordata a far disastrosi tentativi di tapping su Thunderstruck degli AC/DC, e a fine 2009 ti ritrovi a fare una tournèe proprio con i tuoi idoli.Così è la vita, eh Andrew?