Epica
a cura di: Black Butterfly
pubblicato il: 2009-10-19
Design Your Universe
  • Samadhi (Prelude)

  • Resign To Surrender (A New Age Dawns Part IV)

  • Unleashed

  • Martyr Of The Free Word

  • Our Destiny

  • Kingdom Of Heaven (A New Age Dawns Part V)

  • The Price Of Freedom (Interlude)

  • Burn To A Cinder

  • Tides Of Time

  • Deconstruct

  • Semblance Of Liberty

  • White Waters

  • Design Your Universe (A New Age Dawns Part VI)

Solve mentem a molestis, mentem ad concretum dirige, unum e jhanas intra…Intra unum e jhanas…è il preludio di un capolavoro senza eguali, un concept album in cui vengono plasmate fisica quantistica, emozioni e splendide melodie. Qualcosa mai stata creata prima, qualcosa che nessun altra band Symphonic metal potrà mai eguagliare, qualcosa che racchiude in sé l’essenza dell’esistenza umana, l’unione tra forze oscure e forze positive, l’unione di anime incompatibili, tutto questo è Design Your Universe e gli artefici di questa magnificenza sono loro, gli Epica.

Dopo le vicissitudini affrontate dalla band Olandese, superando ottimamente il periodo in cui l’MRSA aveva colpito la splendida sirena, nonché vocalist Simone Simons e soprattutto dopo l’abbandono del chitarrista storico della band Ad Sluijter, gli Epica si son fatti forza, reclutando Isaac Delahaye all’ascia e dando vita a Design Your Universe, capolavoro assoluto di questo 2009 ricco di nuove e incredibili prospettive.

Samadhi è il preludio, cori apocalittici, violini all’apice della magnificenza, incipit che travolge l’ascoltatore e lo prepara al lungo viaggio nei meandri dell’esistenza umana…il sogno ha inizio. Resign To Surrender - A New Age Dawns - Pt. IV racchiude profonde e turbinanti situazioni, asce feroci, dilanianti, dure, ci scaraventano in questo vortice strutturale, grunt cavernoso, rude e perfetto quello di Mark Jansen, facile notare quanto sia stato perfezionato dallo grunt degli albori, celestiale come non mai, angelica ma nel contempo ricca di potenza l’ugola di Simone, oniriche le tastiere di Coen Janssen, delicate e perfette…ma una novità inaspettata fa capolino, mai prima d’ora vi era stato un solo di chitarra nelle opere degli Epica, ed eccoci invece ad ascoltarne uno già nel secondo brano, e tutto grazie al nuovo arruolato, Isaac, stupore ed emozione… When we think the end is here, With nearly all faith gone, There is hope along the way, And there a new age dawns…None are more hopelessly enslaved than those, who falsely believe that they are free. Unleashed è potenza e armonia, grazie anche alla splendida voce leggera e pura di Amanda Sommerville, guest vocals d’eccezione e ormai veterana della band, unita alle parti corali che assieme alle tastiere creano un vero e proprio vortice che toglie il fiato e strega grazie alla sua estrema imponenza, non ci sono parole, bisogna ascoltare ad occhi chiusi e lasciarsi trasportare dalle note, l’unico modo per assaporare queste opere appieno…Time is a concept and always the first thing to fade, Hiding in a that we can never, Years of crawl, Are we a wrong perception something we can never replace. Martyr Of The Free Word è il brano che ci dimostra quanto l’originalità delle strutture strumentali sia stata ampliata, un riff d’ascia dai toni puramente death progressive apre la song, un fulmine a ciel sereno, un sussulto che ci catapulta verso questo nuovo orizzonte, questa innovazione che consente agli Epica di riconfermarsi talento indiscusso nel versante sinfonico, nessuno può eguagliarli. Ecco nuovamente Amanda e la sua voce delicata ed emozionante, duellare con il grunt di Mark ed il clean incantevole di Simone, incredibili le scenografie che ci vengono offerte e che l’immaginazione propone, perfetto, tutto perfetto…I will say what I think, I will do what I say, When liberty seems out of reach, We'll fight for our freedom of speech…Requiem aeternam dona eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis…
. Our Destiny, violini asfissianti, pianoforte melanconico, voce incantevole, sussurri, il basso penetrante di Yves Huts a scandire la potenza, devastante e d’incanto So hard to face what we've done wrong, We shared a life that can't be, We cannot hide from destiny, So hard to face what had gone wrong, We've got to make this work, And give it our all…. Kingdom Of Heaven – A New Age Dawns – Pt. V inquieta nell’incipit, voci sussurrate terrorizzanti, carillon sinistro, celli e violini agghiaccianti, asce vorticosamente pressanti, la voce di Simone che si fa strada nelle corali, il grunt maledettamente profondo lotta con lo scream pungente e con l’imponente cantato lirico maschile, non riesco a descrivere cosa sto provando nell’ascolto, un qualcosa che da dentro cerca irrimediabilmente di farsi strada per esplodere al di fuori, incredibile, Non intellegens nil explicas, Videre nolens nil capies, Non intellegens nil explicas, Incognita non vides, Open your Sahasrara… ed è Hold In Derision soltanto il primo capitolo di questo brano lungo ben tredici minuti, proseguiamo il nostro cammino con Children Of The Light, atmosfere orientali ricoprono il manto velato delle ugole, perfette…Bardo Thödol e Paragons Of Perfection danzano su registri progressive incredibili, chitarre acustiche arpeggianti donano sensazionali emozioni, siamo al terzo e quarto capitolo, dolce è la voce di Simone, leggiadra si intreccia con le note incantate, It's not your time, You have to go back... back! Now! intima Arien van Weesenbeek batterista e in questa occasione backing grunt vocals della band, trovandosi in una lotta serrata con Mark…meravigliosi…e sul finire un solo d’ascia perfetto e spaventoso, basso cadenzato e martellante, Greed will make us fall, Light will blind us all……ripete all’infinito l’ultimo capitolo The Harsh Return. The Price Of Freedom - Interlude a parlare è George W.Bush…così come lo era stato con Tony Blair in Façade Of Reality nell’album The Phantom Agony, pianoforte pungente, violini sussurranti a ricreare un’atmosfera molto soffocante, è il prezzo da pagare per la libertà…Burn To A Cinder è l’urlo di risposta alla song precedente, precisa, potente, con cori sempre tumultuosi, accenni d’oriente nei contenuti strumentali, con la voce molto delicata, che si unisce in modo celestiale con le corali, suspance, tumulto e successiva serenità…cambi d’umore e di registro che trattengono le emozioni e poi le scaraventano con somma potenza…è la voce di una sirena, splendida…Why can't I bleed with you? Forever I will be thrown to the wolves, They'll feed on all our dreams…ci regala forti emozioni. Ecco la ballad dell’album Tides Of Time, pianoforte, voce leggera e incantevole, Freezing winds were stayed by warming words, To touch your headling to the hurt, I'll treasure every lesson learned to the embers…, impossibile non emozionarsi, il sol ascoltare gli acuti di questa ugola divina, di questa voce meravigliosa, un sogno…Deconstruct pone nuovamente il vertice verso la potenza, asce incontrollabili, taglienti, perfette, così come Semblance Of Liberty con progressioni precise, devianti in melodiche linee vocali. White Waters è l’acustica dell’album, con la partecipazione alla voce del singer dei Sonata Arctita, Tony Kakko, un connubio di ugole che incanta, dolce e delicata penetra all’interno e sprigiona le sue essenze, leggera e armonica ci inebria…meravigliosamente…For my mistakes, I am to blame, Never believed that it was all meant to fall, I'd give my life, to have you near once again, Take me away, would you forgive me?…eccoci arrivati al termine di questo viaggio tra scenari tratti dall’apocalisse, ad ambienti suggestionanti e commoventi, tra riff vorticosi e cori d’incanto…non poteva di certo mancare la titletrack, ormai caratteristica peculiari di ogni album degli Epica, ecco Design Your Universe – A New Age Dawns – Pt.VI, incipit atmosferico, con un repentino cambio di registro e la somministrazione di potenti riff d’ascia, per poi tornare sull’ugola leggera di Simone e al grunt misto allo scream di Mark, in una nuova sensazione di soffocamento, i cori sono la man forte del brano, piccole opere liriche magistrali, che infondono molteplici sensazioni, si ritorna alla melodia che sfocia nel tono terrificante di Mark, un continuo sali-scendi, repentino, fantastico, cosa hanno potuto creare questi ragazzi, ancora non ci credo…Ipsum te reperies, Potire mundorum, Potire omnis mundi..

Non so se credere o no all’esistenza di questo lavoro incantevole, non riesco a credere che possa esser vero, queste menti hanno dato vita ad un capolavoro, una rivoluzione, la visione del mondo che crolla, che viene capovolto da una donna che medita e sprigiona energia positiva e negativa…a significare che tutti se vogliamo possiamo, attraverso il nostro spirito, modificare la materia e l’essenza di noi stessi, se noi vogliamo, possiamo capovolgere noi stessi…basta crederci…