AA.VV.
a cura di: Chiara
pubblicato il: 2007-11-26
MetalBeta Alliance Vol.1 COMPILATION
  • CD1:

    1.Master of Sin (‘5.28)
    Band: Bestial Carnage

    2.Big Dust (‘4.00)
    Band: Kaos Engine

    3.Agony in putrefaction (‘3.43)
    Band: Travma

    4.Lady Black (‘5.21)
    Band: Bloody Slave

    5.I Commanded The Death's Touch (‘3.13)
    Band: Deadly Carnage

    6.Evil Mind (‘4.05)
    Band:Revenant

    7.Blind (‘6.28)
    Band: Deliria

    8.Con-Fusion (‘3.02)
    Band: Entropia

    9.Politicizzed (‘3.09)
    Band: Antagonism


    CD2:

    1.Swimming Among Corpses (‘4.14)
    Band: Hands on Fire

    2.Punishment (‘3.33)
    Band: Aexilium

    3.Time to get away (‘4.45)
    Band: Catlong

    4.Wild (‘5.00)
    Band: Tyrant

    5.Got to speak up (‘3.20)
    Band: Rocky Horror Fuckin’ Shit

    6.On the Highway (‘2.54)
    Band: Superfuckers

    7.Weavering Spider (‘7.32)
    Band: Gorgeous

    8.Phoenix (‘5.45)
    Band: Crysalys

    9.Nameless (‘4.50)
    Band: Human Cluster

E' vivo, vegeto e rigoglioso il metal underground italiano. E' una fucina di talenti con le carte in regola per ritagliarsi spazi importanti e prendersi soddisfazioni, sulla scia delle poche band più affermate ad oggi in circolazione (vedi Lacuna Coil, Rhapsody, Labyrinth, Extrema...). Questo è quello che emerge ascoltando i due CD di questa compilation metal online, liberamente scaricabile (gran pregio) nella sezione download della webzine MetalBeta.it.

Dell'alleanza fanno parte 18 band provenienti da tutto lo stivale, ciascuna con un pezzo, il proprio genere, la propria storia. Spiccano ad esempio gli Hands on Fire, con il loro metal contaminato da influenze alla Rammstein e Type O Negative, come pure il melodico accattivante dei Bloody Slave, la cui voce miscela un pizzico di Paul Di'Anno con il Dave Mustaine degli esordi. Si fanno poi apprezzare il tentativo di sperimentazione degli Entropia ed il pezzo metal-rap proposto dai Rocky Horror Fuckin’ Shit che, con il loro crossover di fine anni novanta cantato in italiano, si discostano nettamente dal metal più o meno crudo proposto dagli altri gruppi. Ancora, rende parecchio lo schietto southern rock suonato dai Tyrant, così come la voce dei Deliria che, con Blind, dimostrano di essere pronti per il grande salto. In chiusura, gli Human Cluster presentano il decisamente buon Nameless, pezzo che invoglia ad ascoltare interamente il lavoro da cui è tratto.

Se a tratti possono risultare fastidiose la mancanza di continuità e la non uniformità qualitativa delle registrazioni, in buona parte giustificate dalla natura stessa di compilation, bisogna dare atto a MetalBeta Alliance Vol.1 di essere un'ottima vetrina per tante valide ed eterogenee realtà tricolori. Ben venga allora anche un Vol.2!