Eluveitie
a cura di: Djibril
pubblicato il: 2010-03-03
Everything Remains (As It Never Was)
  • Otherworld

  • Everything Remains As It Never Was

  • Thousandfold

  • Nil

  • The Essence of Ashes

  • Isara

  • Kingdom Come Undone

  • Quoth the Raven

  • (Do)minion

  • Setlon

  • Sempiternal Embers

  • Lugdunon

  • The Liminal Passage

A distanza di un solo anno dall’ultima pubblicazione, finalmente il ritorno del VERO sound degli Eluveitie.

Abbandoniamo “temporaneamente” (infatti già voci aleggiano su un prossimo disco) le atmosfere totalmente ambient del loro Evocation I – The Arcane Dominion. Torniamo sulle orme di Slania, album che ha segnato il loro ingresso nella scena mondiale, portando di nuovo questa ventata di New Wave of Folk Metal!
Sebbene Everything Remains sia stato annunciato da tempo come “l’album perfetto”, a mio parere, la perfezione è stata solo parzialmente raggiunta.

Sulla cover di Slania troviamo l’immagine di una bimba dalle sembianze nordiche che porta una spada più grande di lei…possibilmente da interpretare come una presentazione/nascita di un gruppo che vuole crescere musicalmente e che si affaccia per la prima volta sul panorama mondiale.
Ora quella bimba è diventata una donna, simbolo di una maturità musicale che pian piano sta prendendo forma.

L’intro Otherworld ci prepara all’ascolto, accogliendoci con la sua naturalezza ed eleganza tipicamente folk. Una voce femminile si domanda perché ogni evento passato si ripete inevitabilmente come se fossimo vittime di un percorso ciclico, incapaci di cambiare. Ed è proprio questo il fulcro dell’album.
La title track esplode in tutta la sua energia mettendo in risalto l’aspetto “heavy” che torna a far da padrone in questo nuovo lavoro. Nonostante questo preponderante lato oscuro, la loro base melodica costituita dalle vocals femminili, flauti, violino e l’immancabile ghironda (hurdy-gurdy) è sempre presente!
La bellissima Thousandfold prosegue la tracklist assieme a Nil e sono veramente soddisfatta della carica dietro le pelli o del potente growl di Chrigel che non smette mai di affascinarmi.
Con The Essence of The Ashes però, avverto uno strano sentore che si ripropone con l’ascolto di Kingdome Come Undone. C’è un leggero distacco dalla tipica composizione folk metal, quasi come se, in alcune sequenze, i brani non avessero molta affinità con il resto. Totale assenza di strumenti melodici, solo riffs pesanti di chitarra, growl imponente e batteria.
Questa tendenza alla commercialità del prodotto mi porta a pensare “non sarà la Nuclear Blast a spremere un po’ troppo questi svizzeri?”
Ma con Quoth The Raven si dissolvono le mie perplessità e mi godo il resto della tracklist con delle songs che alternano sobrietà a ridondanza, forza a dolcezza, aggressività a melodiosità.
Tra le mie preferite Sempiternal Embers e Setlon che mi riportano alla mente il primo indimenticabile Spirit.
Siamo pronti per lasciare questo mondo in cui siamo entrati. A salutarci, l’evocativo outro The Liminal Passage.

Un ottimo lavoro per questa band svizzera che sicuramente conferma il suo grande potenziale e rende giustizia a chi aspettava da tempo un album come Slania.

Per chi invece, come me, pretende sempre il massimo e non si accontenta mai dico: “aspettiamo!”.

Un ultimo dubbio mi assale leggendo i testi che continuano ad essere totalmente in inglese: perché hanno deciso di eliminare quelle belle lyrics celtiche proposte in songs come “Uis Elveti” e “Siraxta”?

Per il momento, Spirit rimane ancora, per me, l'indiscusso capolavoro folk degli Eluveitie.