Lost4Found
a cura di: LauraPiras
pubblicato il: 2006-10-21
"Demo 2005"

  • Psycho
    Empty pages
    Dance like no one see you
    Six feet under
    Just leave me (die)

Crossover? Inclinazioni metal? Difficile classificare in unico genere questa band milanese, all’attivo oramai da diversi anni, con esperienze variegate alle spalle, tra cui l’I-tim tour. Questo demo è composto da 5 pezzi. Appena ho dato il play ho provato una piacevole sensazione all’ascolto. Niente di difficile, niente di particolarmente nuovo o originale, ma sicuramente nel caso dei Lost4Found questo elemento di non-novità non si presenta come negativo. Tutt’altro. È la dimostrazione che qualunque genere può essere ascoltato da chiunque, chiunque abbia interesse a sentire qualcosa di orecchiabile e canticchiabile. Nel demo si parte con “Psycho”, suoni di chitarra distorta in loop da una parte all’altra delle mie cuffie finiscono in un riff pesante e successivamente in stoppati che creano un atmosfera più metallara che crossover, e che mi ricordano un po’ vagamente i Metallica, dato che la voce di Lucky somiglia in alcuni tratti a quella di James Hetfield. “Empty pages” si apre con un arpeggi melodici delle due chitarre che si intrecciano e un’aria decisamente più orecchiabile con voce accompagnata da parti di chitarra e ritmiche decise ma semplici, forse proprio per questo convincenti. Un piccolo appunto in questo brano è per il solo, un po’ fuori genere, melodico e pulito, anche se nonostante questo, a me è particolarmente piaciuto. Il terzo brano “Dance like no one see you” si apre con un basso distorto e chitarre pulite e subito un ritornello alla Limp Bizkit. In generale nel brano ci sono buone idee con qualche piccolo controtempo e qualche parte parlata e intrecci di parlato e cantato. Ribadisco anche qui la positiva orecchiabilità del brano. “Six feet under” invece fa sentire rumori di bottiglie e chitarre dai suoni country che onestamente mi hanno incuriosita, forse è il brano più particolare del demo, più personale se vogliamo. Devo dire che in effetti è un brano che all’interno di questo cd emerge per la particolarità. Immaginate il far west, in qualche saloon? A me fa pensare a questo. Anche il cantato lo ricorda, anche se poi si apre in una parte più melodica, per andare a un ritornello che sempre sugli stessi suoni di base canta seguendo una melodia crossover. L’ultimo brano “Just leave me (Die)” è il brano che rientra maggiormente nel loro genere e che probabilmente potrebbe essere un buon singolo da lanciare in radio. Una di quelle canzoni che ti viene voglia di ascoltare durante un viaggio in auto, o mentre sei solo e vuoi pensare chiudendoti nel tuo mondo. La semplicità del brano non deve ingannare, infatti, nonostante i Lost4Found non diano prova di supertecnica e virtuosismo, dimostrano invece che realizzare brani d’effetto senza esagerare è possibile. In definitiva, l’unica cosa che consiglio è quella di personalizzare maggiormente la voce, che, nonostante mi piaccia, resta un poco anonima. Per il resto, credo, invece, che gli strumentisti, relativamente alle possibilità compositive, possano creare qualcosa che possa davvero essere presa in considerazione dai discografici. Quindi, le possibilità per la realizzazione di un lavoro davvero interessante ci sono tutte.