Virgin Snatch
a cura di: Twisted Eve
pubblicato il: 2010-07-20
Act Of Grace
  • Act Of Grace

  • Horn Of Plenty

  • Slap In The Face

  • Through Fight We Grow?

  • Walk The Line

  • Daniel The Jack

  • M.A.D. (Make a Donation)

  • Don't Get Left Behind

  • It's Time

È la seconda band polacca sulla quale spendo parole questo mese, si tratta dei VIRGIN SNATCH, realtà di Cracovia attiva dal 2001, ed è il loro quarto ed ultimo full lenght "Act Of Grace" quello che vado a recensire.

Al primo fugace ascolto colgo con piacere le influenze del thrash Bay Area e mi tornano alla mente i Testament di "The Gathering" e gli Slayer. La partenza è delle migliori, e se una band si può superficialmente giudicare anche dal suo background, direi che non si poteva iniziare meglio.

Il disco è datato 2008 ed è il perfetto risultato degli sforzi che la band ha fatto dall'esordio ad allora, è stilisticamente, tecnicamente, qualitativamente eccezionale, nessun minimo difetto riesce a saltarmi all'orecchio nemmeno a cercarlo: energia, violenza, cattiveria, carica esplosiva e melodia si intrecciano magnificamente in tutti i 9 brani che ne fanno parte.
La opening track è anche la title track, un thrash allo stato puro, granitico ed esaltante, cantato con un growl che si alterna a ritornelli e parti vocali melodiche che non sempre hanno il compito di addolcire la canzone, ma che spesso creano quell'aspettativa del ritorno al cantato aggressivo, e l'esplosione della doppia cassa martellante e del riffing potente non manca mai.
L'esecuzione è a dir poco impeccabile, in alcuni punti si colgono tendenze death e hardcore che rendono particolare e unico questo disco tra i numerosi delle tante nuove proposte, band moderne che in realtà di nuovo hanno poco o niente.

Ogni brano in sé nasconde tutti gli elementi sopra citati, è difficilissimo decidere quale sia il migliore, sono tutti pezzi di altissimo livello, ognuno segue perfettamente lo stile della band, che, nonostante la fedeltà al genere, non ricade mai nella ripetizione e nella banalità.
Brani come "Horn Of Plenty", "Walk The Line" o "M.A.D." sono tutti pezzi da novanta, in "Daniel The Jack", ad esempio, ritrovo anche sonorità "Panteriane" e riff più rockeggianti, che non guastano mai, anzi…

La perla, la "sorpresina" finale è una meravigliosa ballad che chiude l'album ""It's Time": un lungo e suggestivo arpeggio apre il pezzo che è cantato completamente pulito. Non posso che paragonarla ai capolavori di Nevermore, Iced Earth e colgo qualche sfumatura alla Rage di Lingua Mortis.
A condire egregiamente un solo strappalacrime e tecnico allo stesso tempo: un capolavoro, brano bellissimo ed appassionato che ci dimostra la poliedricità dei Virgin Snatch, che sono così artisticamente validi da rischiare giudizi negativi inserendo un brano così particolare e lontano dagli altri in chiusura di un disco che dall'inizio alla fine tiene col fiato sospeso.

Chi si aspetta un album monotono e banale questa volta non può trovare spazio per le sue critiche, quello che i Virgin Snatch ci regalano è un perfetto mix di classico e moderno, tecnica e cattiveria, e anche se attingono inevitabilmente ai grandi storici baluardi del genere, non manca l'innovazione e la perfetta amalgama tra "vecchio" e "nuovo".


LINE UP:?- LUKASZ "ZIELONY" ZIELINSKI – Voce
- GRZEGORZ "GRYSIK" BRYLA – Chitarra
- JACEK HIRO – Chitarra
- ANIOL – Basso
- JACEK "JACKO" SLAWENSKI - Batteria