Wunjo
a cura di: Nordic Valkyrja
pubblicato il: 2010-09-27
Eye of the Wolf
  • War against Carlo Magno

  • Night of the Werewolf

  • Pagan War

  • Born of new Sun

  • Ave alla Vittoria

  • Italia Pagana

Primo impatto. Due occhi, due occhi di lupo che ti osservano e seguono le tue mosse. Montagne, montagne innevate che rispecchiano il gelo della musica e un’immensa foresta fitta e oscura come il sound dei Wunjo.

Bifrost e Asghath, i due rispettivi componenti dei Wunjo, sono di Ferrara e stanno cercando di espandere il verbo pagano nel territorio italiano.

Mi sento di dover ben distinguere e separare nel loro album la parte creativa da quella del suono in sé.
A livello di sound proprio non ci siamo per niente….è tutto mescolato e confuso come se l’album fosse un calderone e i Wunjo si fossero divertiti a buttarci dentro le tracce di ogni strumento con volumi e suoni a casaccio.
Quel che continuo a pensare è che ormai se si vuol fare un buon album ed un buon lavoro complessivo ci si deve spendere tempo e denaro. Album mal registrati e confusionari quasi non vengono neanche più valutati.
La batteria, in quest’album, è lo strumento che più non si può sentire….a tratti sembra elettronica, in altri pentolacci da cucina e, nella seconda traccia, un Ride davvero insopportabile dal volume che sovrasta tutto il resto. Una voce che ci può stare e delle linee di chitarra troppo troppo basse rispetto al resto.
Dall’altra faccia della medaglia pagana, idee buone, in alcuni tratti molto coinvolgenti, aggiunte di tastiere che creano atmosfera e che cercano forse di riprendere lo stile di Falkenbach.
Il primo vero accenno di musicalità pagan/folk giunge nella quarta traccia
Born of new Sun” , quella che prediligo dell’intero album ed in cui in Wunjo ci piazzano anche un discreto assolo di chitarra, con qualche sbavatura e piccoli fuori tempo ma di buon gusto se perfezionato.
In complessiva rimane un album per gli ascoltatori di black metal più che per quelli pagan/folk. Il mio consiglio personale da dare ai ragazzi è quello di valutare bene i suoni del loro prossimo album, di registrarlo e di provare a sentirlo a distanza di tempo pensando da ascoltatori esterni e di essere sinceri con sé stessi: “Il pubblico che segue il filone pagan black potrebbe apprezzare davvero?”.

Forza ragazzi, da Einherjar di Odino alzatevi e combattete. Mai scoraggiarsi, semmai rafforzarsi!! Supporto all’orda italica pagana!!!!