FANKAZ
a cura di: Margherita S.
pubblicato il: 2010-10-21
Slow victims for fast predators
  • Intro

  • Against

  • Immovable

  • The Battle Cry of a Knight !!! Yyyaaayy !!!

  • Attention! Attention! There 's A Black Hole in Town

  • L' Ultimo Incontro di Due Grandi Amici alle Pendici della Cascata

  • Don' t Look The Cam When You Browse the Grass

  • Perso

  • Senz ' Anima

  • Away from You

  • Senza Titolo

  • Via di Qua

  • Revenge

Validi i Fankaz, con un nome che è una garanzia e a noi cipppiace, il loro album “Slow victims for fast predators” lo si ascolta e ascolta e ascolta e ascolta... E’ un disco veloce, a tratti melodico. Tredici  brani (con un intro strumentale), di cui sette cantati in lingua inglese e cinque in quella italiana, a due voci, una più melodica e l’altra più hardcore. Il loro genere non è solo punk rock, ma “SUPER ALLEGORIC DEMENTIAL PUNK-ROCK AND SOMETIMES ULTRA MELODIC PUNK HARDCORE”, definito così da loro stessi, ossia un miscuglio che raggruppa un po’ di tutto del genere punk e dei suoi derivati. Ricky (chitarra/voce), Mora (basso/voce), Pole (batteria) sono i componenti di questa band ferrarese che fa un sound veloce, ben espresso e ben arrangiato tutto sommato. A me il disco piace quanto basta. Buona la traccia “Attention! Attention!...” più melodica, così come la voce stessa, ma devo dire che io li prediligo nei pezzi cantati in italiano, l’inglese mi sembra a volte troppo con “italian accent” per intenderci, e io agli accenti ci tengo, sarà per deformazione professionale. La voce non spacca, quello che invece lo fa è l’insieme, ossia strumenti, voci, riff e così via. Anche le altre tracks, come “Don’t look the Cam…” dove i cori sono ben strutturati, “Perso”, “Revenge” hanno un mix di melodia, ritmi veloci con batteria tirata, stop and go punk rock melodici, che rendono il prodotto di buon livello. Niente sensazionalismi, ma un album curato. Non è un lavoro originalissimo, ma le potenzialità ci sono per fare sempre meglio. Mi piacerebbe abbandonassero la lingua inglese e si concentrassero su testi con più spessore come la musicalità punk richiede, le band straniere sono sempre le migliori nel genere, impossibile emularle e tanto meno esserne superiori (salvo in pochi e rari casi). Quindi meglio avere una personalità propria, che paga di più. Detto ciò, i Fankaz le potenzialità le hanno e devono continuare a lottare, fare pogare e cantare.

 

Margherita Simonetti