METHODIC MASSACRE
a cura di: Margherita S.
pubblicato il: 2010-11-29
Methodic Massacre
  • Black coil dominion

  • Grigio il baratro (umana natura)

  • Terror forge

  • This killing common sense

Si, è un “Pure Aquilan Metal” quello contenuto nell’EP degli aquilani METHODIC MASSACRE, con spruzzatine HC qua e là, un lavoro composto da quattro tracks (tre cantate in lingua inglese e una in italiano), più un videoclip della più significativa, “Black coil dominion”, che apre il disco in questione. Lavoro grintoso, dal tono sostenuto dall’inizio alla fine, con testi rivolti al sociale, alla triste situazione italiana (anche alla luce dei fatti post-terremoto in Abruzzo), un prodotto grezzo che spacca, veloce, non ha esitazioni, che va al dunque senza intraprendere strade secondarie. La line – up è così costituita: PiccOne alla chitarra, Tatà al basso e voce, Eddi alla batteria, tre che sembrano molti di più, come fossero un treno in corsa con tantissimi vagoni. Nati dalle ceneri dei Panic Mode, con una gran voglia di continuare nel percorso musicale tirato di hard stuff, ricchi di influenze pesanti da cui attingere di sicuro sia negli Eighties che nelle band dei giorni nostri, con l’orecchio rivolto ai Metallica, agli Exodus, ai Pantera solo per dirne alcuni, ma ce ne sarebbero anche molti altri…il tutto per creare questo speed trash metal, dalle cadenze significative con cambi interessanti e voce perfettamente inserita, sia nel cantato che nello scream, voce HC su tutto. La track più interessante che racchiude il Methodic Massacre pensiero è sempre “Black coil dominion”, molto dura, con scream potente , riff importanti e modulazioni veloci che non hanno cedimenti. A questa track fa seguito l’unica cantata in lingua italiana, “Grigio il baratro”, e ci sta, perché definisce quello che è il massacro metodico anche nella nostra lingua, un massacro ai danni di animali, cose, ma soprattutto persone e pensieri, e il tutto causato solo dall’essere umano responsabile unico. Il trash metal prosegue fino alla fine, denotando e fissando le grandi potenzialità della band e confermandone la grinta e la determinazione. Non ci resta che attendere un extended job, per confermarne la validità e destrezza. Well done guys !

 

Margherita Simonetti