SOYUZ
a cura di: Margherita S.
pubblicato il: 2010-12-10
Everybody loves you
  • Around me, maybe

  • Strong

  • Drop me

  • First to last

  • In the north

  • Tofu

  • Relief

  • Smart Kid

  • I said no

  • Avoid contact

Una cosa semplicemente si può dire: bravi. Punto. Si i tre ragazzi vicentini uniti in questo progetto musicale solo ed esclusivamente dalla passione per la buona musica, con un nome rubato al veicolo spaziale russo sojuz (o soyuz), adatto ad intraprendere un viaggio interstellare lontano dalla nostra realtà, si ispirano alle sonorità anni '90 sia d'oltreoceano che, secondo me, a quel Brith Pop tanto amato e di successo, facendolo però in maniera personale e con talento indubbio. La line-up è così composta: Mauro Poli alla voce e chitarra, Giulio "John" Sprocati al basso, e Marco Lo Giudice alla batteria. EVERYBODY LOVES YOU è il loro album d'esordio, datato anno 2010 e pubblicato sotto etichetta Black Nutria. Sicuramente questo debutto non passerà inosservato, o almeno lo spero, fosse solo per la sferzata di energia che sprigionano le tracce dell'album in questione, unite a una buona tecnica e a una magistrale interpretazione. Il rock espressivo dei Soyuz è a forte carica emozionale, con assolo e riff di facile presa. E' un rock lineare, non strabiliante ma ben strutturato, ossia un rock di chi fa quello che sa fare e che ama fare. L'album lo si ascolta d'un fiato, un buon mix di chitarra basso e batteria lo si denota sin dalla prima traccia "Around me", gli assolo sparsi e le distorsioni come troviamo in "In the North" e la chitarra solfeggiata sono un piacere, le distorsioni e un ritmo un po' punk rock e un po' grunge alla Nirvana style in "I said no" con chitarre meno deformate e un basso appagante, sempre e comunque distorsioni a metà brano (basso e batteria) in "Relief", un'ottima chitarra in "Avoid contact", con un sound di batteria provocante, una struttura soddisfacente con riff di chitarra per "Tofu", che è la mia preferita...ecco tutto ciò genera il Soyuz sound, questo solo per esplicitare brevemente il loro stile, conciso ed essenziale ma molto power, energico e anche ruvido, a volte grezzo, parola che mi piace tanto e rende l'idea. Una mezz'ora di bun rock è assicurata, con la persuasione che chi lo ascolterà non abbandonerà questo disco tanto facilmente.

Margherita Simonetti