Vinicio Capossela
a cura di: SusannaGattuso
pubblicato il: 2011-05-18
Marinai,profeti e balene
  • Il grande Leviatano

  • L’oceano oilalà

  • Pryntil

  • Polpo d’amor

  • Lord Jim

  • La bianchezza della balena

  • Billy Budd

  • I fuochi fatui

  • Job

  • La lancia del pelide

  • Goliath

  • Vincolo

  • Le pleaidi

  • Aedo

  • La madonna delle conchiglie

  • Calipso

  • Dimmi tiresia

  • Nostos

  • Le sirene

MI piace iniziare questa recensione dicendo che questo è il Capolavoro del 2011,il miglior album che abbia mai sentito ed è per questo che credo di poter dare il mio primo 10 dell'anno.
Felice che Capossela sia tornato con un grandissimo lavoro,un disco dedicato al mare , pieno di idee,di racconti di personaggi ispirati nella maggior parte dei casi alle storie di MOBY DICK di Melville,ma anche la mitologia classica viene ripescata e rivisitata in brani come LE SIRENE,i GOLIATH,AEDO,CALIPSO
C' è il Sound tipico dell'artista,ma ci sono accenni alla musica celtica,all'opera.
Il percorso musicale di Vinicio ha avuto un notevole sviluppo e da "Ovunque proteggi" che l'artista è più orientanto verso il cosidetto music-hall, dove la canzone si fa teatro e viceversa.
Quindi dimenticate il Vinicio del "Ballo di San Vito",magari a volte ritorna i lvecchio Vinicio  in alcuni cenni ,soprattutto del cantato, che ricordano,ad esempio, il Tanco del Murazzo,ma quest'album è una maestosità (come il mare del resto) di diversi stili e ben amalgamati tra loro

Le correnti del mare sono così suddivise : l'Opera (la maestosa "Il grande leviatano" "La bianchezza della balena"),la filastrocca ("Pryntyl") il celtico medievale di "L'oceano Oilalà", i cori imponenti della canzone blues di "Billy Budd",la splendida AEDO suonata con la Lira a pochi passi dalla Grotta di Zeus (Creta),la dolce ballata de "Le sirene",il carillion dolce e stile filastrocca in "La madonna delle conchiglie".
Notevoli i brani LE PLEIADI, JOB,DIMMI TIRESIA, NOSTOS,I FUOCHI FATUI oltre quelli già citati


Ecco in realtà è difiicile stabilire il brano preferito,ogni singola canzone racchiude una magia che cattura per il viaggio musicale e lirico.
il disco, come ha raccontato lo stesso Vinicio, è stato inciso a strati. Le basi,le voci e il piano sono stati incisi in luoghi marini, tra Ischia e Creta. Poi le canzoni sono cresciute, sono montate come un’onda riempita da suoni giunti da tutto il mondo “come messaggi in bottiglia”

Bisogna parlare della "ciurma" che ha contribuito a questo capolavoro. L'uso di un pianoforte degli anni Trenta all'interno del Castello Aragonese di Ischia è stato accompagnato da strani strumenti di un tempo:  percussioni indonesiane, viola d'amore barocca, santur, onde Martenot, theremin, sega musicale, ondioline .
E  il capitano Capossela (ritratto così proprio in copertina) guida un affollatissimo equipaggio: dal cretese Psarantonis, "Zeus della lira", al newyorkese Ribot, dai fidati Jimmy Villotti, Ares Tavolazzi e Antonio Marangolo alle bizzarre orchestre meccaniche dei Cabo San Roque e agli amici Calexico, passando per un'infinità di cori: di marinai (Drunk Sailors) e voci bianche (Mitici Angioletti), ancestrali (le donne sarde di Actores Alidos), classici (il Coro degli Apocrifi) e anni Trenta (le Sorelle Marinetti).

E parlerei anche dell'art work :
un piccolo libro dove si possono leggere i testi delle 19 canzoni suddivise in 2cd ,cd che sembrano uscire... dal mare.(o è il mare che conserva il suono

Grazie Vinicio.