Vinicio Capossela
a cura di: Frida
pubblicato il: 2008-02-29
Ovunque proteggi

L’album vincitore della prestigiosa Targa Tenco nel 2006, “Ovunque proteggi” rappresenta l’ultima fatica di Vinicio Capossela. Gli aficionados stavolta fanno i conti con un Vinicio coperto da un vello, con un uomo fattosi Minotauro che sembra scrutarli con fare indagatore fin già dalla copertina. E, si sa, allo sguardo del Minotauro non si sfugge. Ed infatti, questo disco dal sapore arcaico parla proprio di minotauri e meduse, di eroi e religione, di gioia e di esperienze di vita quotidiana. Il misticismo di “Non trattare”, la prima track dell’album, catapulta l’ascoltatore in un vortice di citazioni bibliche in cui la furia divina è chiamata a manifestarsi. Poco dopo, l’ingresso nel labirinto del Minotauro sulle note di “Brucia Troia” avviene in maniera immediata e, per certi versi, del tutto inaspettata. Ma per chi crede di aver già trovato il filo conduttore del nuovo lavoro di Capossela, le sorprese non tardano a svelarsi, una dopo l’altra, alle sue orecchie. “Al Colosseo” con i suoi rulli di tamburi, le trombe, la realtà cruda della Roma antica sembra lasciar presagire un continuum lungo la strada del mito e del passato. Subito dopo, “L’uomo vivo” rompe la suggestione appena creatasi; l’arena ed i gladiatori si dissolvono lasciando spazio ad uno spaccato della processione pasquale di Scicli, esperienza personale dell’autore stesso. Non mancano nemmeno i flashback quasi autobiografici grazie alle nuove sonorità di “Dalla parte di Spessotto”. Ancora una volta, Capossela stupisce l’ascoltatore, si reinventa mescolando armonium, cori, violoncelli e campanacci al suo ben noto modo di fare musica facendo persino un uso spregiudicato eppure azzeccatissimo di atmosfere elettroniche in “Moskavalza”. E così, colui che viene osannato come l’erede di Tom Waits da alcuni, ed ignorato da altri poiché esterno al mondo della musica “preconfezionata”, ci regala il suo nuovo lavoro riuscendo ancora una volta a sfuggire dal processo di commercializzazione ad ampio spettro della sua musica. Un uomo d’altri tempi, è pur sempre un uomo d’altri tempi. Fa sorridere pensare a quanti l’abbiano dato per spacciato dopo l’uscita nel 2003 della sua raccolta “L’indispensabile” credendolo ormai destinato ad un continuo ripetersi o alla scomparsa dalla scena musicale. Invece Capossela ha atteso, pazientemente e senza fretta, la venuta alla luce di “Ovunque proteggi”. Del resto, e Vinicio questo lo sa bene, Roma non è stata costruita in un giorno.