She Wants Revenge
a cura di: Switchblade
pubblicato il: 2011-07-07
She Wants Revenge
  • Red Flags and Long Nights

  • These Things

  • I Don't Want to Fall in Love

  • Out of Control

  • Monologue

  • Broken Promises For Broken Hearts

  • Sister

  • Disconnect

  • Us

  • Someone Must Get Hurt

  • Tear You Apart

  • She Loves Me, She Loves Me Not

  • Killing Time (ghost song)

La prima volta che ho sentito una canzone di questo gruppo ho una avuto una sorpresa folgorante, il tempo ha perso il suo senso logico e di punto in bianco sono tornata nelle atmosfere del ricordo, ho sentito suoni noti che però non sentivo se non riascoltando i soliti classici, e ho capito di essere di fronte a qualcosa che valeva davvero.

Prima cosa da notare è la copertina, minimale, sfondo bianco con un busto femminile in slip e canotta bianca e il nome del gruppo omonimo al titolo del disco: "She Wants Revenge", forte e immediato. Vedendo questa grafica mi son tornati in mente i Placebo e non mi aspettavo niente di che, così la sorpresa al primo ascolto è stata doppiamente gradita, perchè erano suoni post punk e new wave quelli che ascoltavo, e non l'insopportabile gruppetto Emo da cui siamo tormentati ultimamente. Sembravano usciti direttamente dai primi anni '80 londinesi e invece stavo ascoltando il disco di debutto di due dj americani, Justin Warfield e Adam Bravin (noto come Adam12) che compongono la band. E quindi ecco la prima traccia: “Red Flags And Long Nights”, una lunga ipnotica introduzione, e poi parte il cantato che sembra aver riportato tra i vivi Ian Curtis: sconvolgente! Segue la mia preferita: "These Things", note malinconiche e una melodia inspiegabile da quanto è bella. Quello che questo disco richiama non sono soltanto i Joy Division, ma i giri di chitarra e i synth ricordano tutta la scena composta da Cure, Bauhaus, i primi New Order, e i Depeche Mode vecchio stampo; infatti, la quarta e la quinta traccia potrebbero essere cantate benissimo dal giovane Dave Gahan. Torniamo invece su toni più monotoni ma sicuramente più orecchiabili per “Broken Promises For Broken Hearts” e “Sister” decisamente più vicine al sound dei Joy Division. L'album prosegue con un crescendo qualitativo che culmina con “She Loves Me, She Loves Me Not”, brano ossessivo, maniacale e paranoico ma di sicuro successo tra chi ama la Dark Wave degli anni '80. Per chi potesse pensare che il disco non abbia niente di originale, vi esorto ad ascoltare perchè non è assolutamente così, è un notevolissimo lavoro che tiene conto dei cari ricordi legati al passato ma fa emergere la propria carica.

Quest'album si distingue nel panorama musicale dei giorni attuali dove purtroppo le stelle si spengono subito. Siamo di fronte a qualcosa che durerà negli anni. Un consiglio: il primo ascolto fatelo in camera vostra o nel salotto...ma in una situazione di assoluto relax!