Wolfpakk
a cura di: Roxanne Hyde
pubblicato il: 2011-08-11
Wolfpakk
  • Sirens

  • Dark Horizons

  • Lost

  • Slam Down the Hammer

  • The Crow

  • Wolfpup

  • Let Me Die

  • Reptile's Kiss

  • Ride the Bullet

  • Wolfony

 

[ITA]

L'ambizioso progetto Wolfpakk trae origine dall'antica amicizia e collaborazione professionale fra Michael Voss e Mark Sweeney, che avevano lavorato insieme già nel 2009, quando Voss aveva prodotto il secondo album solista di Sweeney. Per il progetto Wolfpakk è stato sufficiente sfruttare al massimo le conoscenze dei due musicisti: la forza dell'album omonimo Wolfpakk risiede appunto dell'esorbitante numero di personalità coinvolte.

Per le parti vocali, gli Wolfpakk si sono avvalsi della collaborazione di Paul Di'anno (Ex-Iron Maiden), Tony Martin (Ex-Black Sabbath), Jeff Scott Soto (Ex-Y. Malmsteen, Talisman), Rob Rock (Impelitteri), Mark Boals (Ex-Y.Malmsteen), Tim Ripper Owens (Ex-Judas Priest), Paul Shortino (Ex-Quit Riot), Mark Fox (Ex-Shakra), Michaela Schober (Tanz der Vampire), Jean-Marc Viller (Callaway), Pearl e Molly Duncan.

Alla chitarra troviamo Jgor Gianola (U.D.O.), Andy Midgeley (Powerquest), Ira Black (Ex-Vicious Rumors, Lizzy Borden), Torsten Koehne (Edens Curse), Doc Heyne (Biss), Tommy Denander (Dan Reed, Paul Stanley), Nadja Kossinskaja (Peter Maffay), Freddy Scherer (Gotthard), Olaf Lenk (At Vance) e George Solonos (Tommy Lee).

Si sono invece avvicendati al basso Tony Franklin (Ex-Blue Murder, Robert Plant), Mat Sinner (Primal Fear), Matthias Rethmann (Ex-LeeZ, Silver), Nils Middelhauve (Xandria), Neil Murray (Whitesnake) e Barend Courbois (Vengeance).

Infine, per le parti alle tastiere, sono stati coinvolti Alessandro Delveccio (Glenn Hughes, Ian Paice) e Ferdy Doernberg (Axel Rudi Pell, Rough Silk), mentre alla batteria troviamo Gereon Homann (Eat the Gun).

Ora, se tutti questi nomi celebri assicurano all'album un grado elevatissimo di perizia tecnica, con tanto di soli fotonici di chitarra e varie altre dimostrazioni di maestria, dobbiamo considerare il rovescio della medaglia: portando con sè la propria esperienza, il proprio stile maturato nelle rispettive carriere, nella proprie vite parallele rispetto al progetto Wolfpakk, tutti questi artisti contribuiscono in negativo alla mancata creazione di uno stile originale e caratteristico che il progetto avrebbe potuto avere.

Così l'album Wolfpakk finisce per essere una somma di tracce già sentite e risentite, con un suono tipicamente anni '80, a metà fra un hard rock molto propositivo ed un metal melodico con qualche richiamo al power. Fa eccezione soltanto Wolfpup, uno splendido pezzo strumentale, sfortunatamente troppo breve.

Prendiamolo come un'occasione per esercitare l'orecchio: è gratificante riconoscere lo stile di ogni musicista, la mano dei chitarristi, il timbro dei cantanti (personalmente ho avuto un brividino quando ho sentito la voce di Tim Ripper Owens, il mio preferito del branco). Ma non si va molto più in là: il progetto Wolfpakk non innova, non inventa niente, si limita a raccogliere in un unico album una specie di antologia dei rappresentanti del genere, e a contemplarla non senza una malcelata nostalgia.

 

[ENG]

The ambitious Wolfpakk project takes its origin from the ancient friendship between Michael Voss and Mark Sweeney, who worked together in 2009, when Voss produced Sweeney's second solo album. For the Wolfpakk project, they just used all their networks: the strength of the omonimous album is in the huge number of famous musicians who have been involved.

For the vocal parts, Wolfpakk made use of the collaboration of Paul Di'anno (Ex-Iron Maiden), Tony Martin (Ex-Black Sabbath), Jeff Scott Soto (Ex-Y. Malmsteen, Talisman), Rob Rock (Impelitteri), Mark Boals (Ex-Y.Malmsteen), Tim Ripper Owens (Ex-Judas Priest), Paul Shortino (Ex-Quit Riot), Mark Fox (Ex-Shakra), Michaela Schober (Tanz der Vampire), Jean-Marc Viller (Callaway), Pearl and Molly Duncan.

At the guitars we find Jgor Gianola (U.D.O.), Andy Midgeley (Powerquest), Ira Black (Ex-Vicious Rumors, Lizzy Borden), Torsten Koehne (Edens Curse), Doc Heyne (Biss), Tommy Denander (Dan Reed, Paul Stanley), Nadja Kossinskaja (Peter Maffay), Freddy Scherer (Gotthard), Olaf Lenk (At Vance) and George Solonos (Tommy Lee).

At the bass guitar there are Tony Franklin (Ex-Blue Murder, Robert Plant), Mat Sinner (Primal Fear), Matthias Rethmann (Ex-LeeZ, Silver), Nils Middelhauve (Xandria), Neil Murray (Whitesnake) and Barend Courbois (Vengeance).

In the end, at the keys we find Alessandro Delveccio (Glenn Hughes, Ian Paice) and Ferdy Doernberg (Axel Rudi Pell, Rough Silk), and Gereon Homann (Eat the Gun) at the drums.

Now, all these famous names provide remarkable technical skills, otherwise we have to consider that they cause the failure of the attempt to create an original sound.

So, this album seems just a sum of already-known tracks, with a typical '80s sound, between hard rock and melodic metal, with a strong influence of power metal, except for the beautiful Wolfpup, an instrumental track, unfortunately too short.

Just take this album as a chance to train your ears: it's quite gratifying to recognize every musician's style. But that's all you can do: the Wolfpakk project doesn't renew, it doesn't invent anything, it just collects in an album a sort of anthology of those who represent the genre, and stares back at it with an ill-concealed nostalgia.