The Cure
a cura di: Clementine
pubblicato il: 2011-09-02
Disintegration
  • Plainsong

  • Pictures Of You

  • Closedown

  • Lovesong

  • Last Dance

  • Lullaby

  • Fascination Street

  • Prayers For Rain

  • The Same Deep Water As You

  • Disintegration

  • Homesick

  • Untitled

"Disintegration" esce nel 1989: uno dei più grandi capolavori dei Cure, album che chiude il periodo ‘80s della band (fatto da un pop più solare ed allegro) e che rappresenta un animo disperato; la disintegrazione appunto. Disintegrazione. Disintegrazione dell'anima, di se stessi. “Penso sia buio, e sembra che piova, hai detto , e il vento soffia come se fosse la fine del mondo, hai detto, e c’è così freddo, è come il freddo che si prova ad esser morti, hai detto”.


Dodici tracce che descrivono la frantumazione dell’animo di fronte a sentimenti  troppo forti e incontrollabili come la solitudine, il rimpianto, la nostalgia, l'amore. Ed ecco che ci ritroviamo in una lunga introduzione musicale: "Plainsong", dove tastiere e bassi ci accompagnano all'interno di una favola da atmosfere cupe, un inizio musicale sognante che ci permette da subito di immergerci nel mondo del disfacimento. Il viaggio decadente continua con "Pictures Of You", canzone a tratti solare e a tratti claustrofobica, un amore così forte che non ci lascia nel tempo, delle immagini che riaffiorano nella nostra mente, ma anche la rassegnazione che tutto sia finito. La mia canzone preferita da sempre. Il suono di tutto l'album è talmente compatto da far credere di trovarsi di fronte ad un concept-album o ad un gruppo che ha attraversato le ceneri del proprio cammino. "..Fly me to the moon..”, “Fammi volare fino alla luna”: malinconia, amore, sofferenza o più semplicemente "Love Song": altra canzone straziante di un binomio amore-morte, dell'io che si distacca da se stesso per rifugiarsi in tutto e per tutto nella persona amata. Stessi i temi che ritroviamo in "Last Dance", ricoperta da eteree tastiere. A metà disco arriva la famosissima "Lullaby", che ci porta a soggetti come il mondo dell'infanzia e degli incubi; un grande ragno vuole nutrirsi delle nostre paure. Ritmiche ipnotiche e trascinanti sussurrate dalla calda voce di Smith. "Because I feel it all fading and paling and I'm begging to drag you down with me", tutto sta scomparendo e l'implorazione del ritorno continua, ma stavolta con rabbia, con sonorità più dure e incisive: "Fascination Street". Questa valanga di emozioni viene consolidata nella titletrack "Disintegration", un viaggio tra il sogno e la realtà, i ricordi di un'anima tormentata.  Le immagini - fotografie che ritornano come impersonificazione dell'inganno, pezzi di vetro distrutti ma ricomposti per farci più male di prima. Quando qualcosa inizia male finisce in peggio. "All the everything you win turns to nothing today", “tutto diventa niente, il per sempre è mai”. "Homesick" è la canzone dell'abbandono, della rassegnazione ad un dolore che tutti viviamo e che porteremo dentro sempre, al quale prima o poi ci abitueremo e farà parte di noi. L'album si conclude con "Untitled”, il ricordo non va via ma il tempo è finito, tutto è stato sprecato. Il rimpianto di non aver fatto o detto ciò che in realtà veramente si pensava per paura di sbagliare o di non essere accettati, ci "rosicchierà" l'anima e non ci farà mai dimenticare il dolore provato. Ma la rassegnazione è vicina ,la luce è vicina.

 

E con "Wish" questa luce inizierà ad intravedersi.