Mafalda Strasse
a cura di: Cinzia Olivieri
pubblicato il: 2008-03-20
Mafalda Strasse

Ho il dubbio che mi assale/ e mi macchia il cuore/ ma non è niente male/ non è niente male/ e nonno-fuoco si innamora/ è divertente/ sente le urla dell’amplesso/ è divertente/e quando il legno cede ai piedi ed alla morte/ ricordi i sorrisi stinti sulle bocche? [Mirò nel Cassetto]



Forse è da questi versi che si può capire l’essenza della band toscana di Rosignano Solvay formatasi nel 2004 inizialmente col nome “Mood” e da poco più di un anno come Mafalda Strasse. Dopo aver aperto diversi concerti (tra cui quello dei Linea 77 a Marina di Cecina), aver collezionato le prime posizioni in alcuni concorsi nazionali e aver vinto il prestigioso Premio Fisoni, il gruppo è arrivato alla sua ultima fatica, “Sorridi, Giove, Sorridi”, composto da sette tracce registrate nell’Orwell Studio di Cecina.

Un rock melodico tagliato da spiazzanti chitarre elettriche, testi introversi, qui più carezzevoli (come nella splendida Mirò nel Cassetto, appunto), lì più riflessivi ed acustici, senza mai cadere nello scontato rock melenso.

Ogni nota è posta lì per aumentare l’enfasi delle parole, un flusso vorticoso e astratto di ricordi, facce, nomi, immagini, spaziando dai Marlene Kuntz, ai primi lavori dei Verdena, sino ad arrivare al tocco intenso degli Afterhours.

La voce e chitarra di Andrea Minuti è carismatica e perfettamente in linea con la batteria di Mattia Casini, prorompente dove serve, il basso di Giovanni Cecchini e la chitarra di Samuele Capaccioli.

Cantando in inglese in After The Truth risulta una bella prova per la band, che dimostra di essere perfettamente esportabile anche fuori dai confini, come è già successo suonando al Gig on the Grass di Musselburgh (Edimburgo) nel 2006.