The Sound
a cura di: Gaia Lülin Ctonie
pubblicato il: 2012-01-13
Jeopardy
  • I Can't Escape Myself

  • Heartland

  • Hour of Need

  • Words Fail Me

  • Missiles

  • Heyday

  • Jeopardy

  • Night Versus Day

  • Resistance

  • Unwritten Law

  • Desire

I The Sound nascono dalle ceneri dei The Outsiders di Adrian Borland; si uniscono all'impresa il bassista Graham Bailey, il batterista Mike Dudley e la polistrumentista (qui addetta principalmente alle tastiere), Benita "Bi" Marshall. Affiancarono sul palco Eyeless in Gaza, U2, Public Image LTD., Au Pairs,Modern Eon, ma nessuno mai attribuì a questo gruppo il valore che si sarebbero meritati, lasciando trascorrere gli anni fino al 1999 in cui il frontman dall'indiscusso talento finì i suoi giorni sulle rotaie di una ferrovia. Triste storia per un gruppo che viene rivalutato soltanto ai giorni nostri, nonostante per niente triste sia il disco d'esordio: "Jeopardy" è senz'altro uno dei dischi post punk più raffinati ed originali mai usciti; nonostante le uscite "metafisiche" del periodo, si piazza senz'altro di fianco a mostri sacri come i Joy Division.

L'album esce per Korova Records nel 1980, accanto a nomi del calibro di Echo & the Bunnymen e The Chamaleons; è pervaso da una profonda nausée de vivre sartriana, la quale  si amalgama perfettamente con l'energia e la rabbia del punk: l'inizio parte magistrale con "I Can't Escape Myself", canzone minimale i cui pochi riff, insistenti, cadensati e cupi appoggiano la voce tremante di struggimento del cantante. Si sarà suicidato o no? Prima di poterci rispondere, esplode la favolosa "Heartland", pezzo che ha accompagnato tante mie tristi giornate invernali, carico di una rabbiosa energia punk e di un tappeto tastieristico che nulla ha da invidiare ai più famosi pezzi dei Joy Division. L'atmosfera torna ad essere plumbea e molto wave, caratterizzata da un basso ossessivo e da inserti tastieristici nuovamente disarmanti. Nella successiva "Words Fail Me", riprende corpo quel punk molto post che ci avevano anticipato su "Heartland", e Borland cambia veste per avventurarsi in zone a lui meno congeniali vocalmente, ma che riesce comunque a gestire con quella sguaiata malinconia che ogni pilastro della new wave ha nel dna. L'atmosfera si incupisce nuovamente e parte "Missiles", purtroppo rovinata dalle registrazioni a basso costo. Ciò non toglie sia comunque un ottimo pezzo, manifesto antibellico del prorompete e rabbioso singer. "Heyday" ci stupisce con un'intro chitarristica degna di un gruppo rock, ma che prosegue estremamente punk e si mostra in tutto il suo splendore di vero e proprio gioiellino degli anni '80. La title track "Jeopardy" è il pezzo più melodico, catchy e new wave dell'opera; un potentissimo basso ci annuncia "Night Versus Day", cupissimo, acido nelle atmosfere ed impressionantemente ossessivo, soprattutto nella marcetta centrale. Nel finale troviamo un trittico di vero impatto darkwave composto da "Resistance", "Unwritten Law" e  la paranoica "Desire".

Disco eccellente, purtroppo rovinato dalle registrazioni, ma assolutamente da non perdere. Consiglio a tutti quelli che non si fissano con le prime edizioni di acquistarsi la ristampa uscita nel 2002, alla quale sono stati aggiunti quattro pezzi live ed i testi, di cui è di DOVERE innamorarsi.