Eugènie
a cura di: LauraPiras
pubblicato il: 2007-02-22
“Qui ed ora!”

  • L’odio che provi
    Il silenzio tra di noi
    L’atto imperfetto
    Preso dentro preso fuori
    Sei un’ora
    L’umore sale e scende
    Dormi dormi
    La rincorsa dei pensieri
    L’attesa
    Un’alba migliore
    Cosa sei

Chitarre in pulito o con qualche crunch si alternano a violini e distorsioni. Questi sono gli Eugenie, gruppo che esce con “Qui ed ora!”, full lenght firmato da Load Up Records (Red House Recordings di Senigallia) e distribuito da Venus.
Un disco che, a dire la verità, a primo ascolto non ha riscontrato la mia approvazione, nel senso che non mi ha colpito, né per originalità, né per particolare bravura dei musicisti. Per questo l’ho voluto ascoltare più volte, cercando di notare anche altri elementi, la registrazione, la qualità della voce, i giri melodici, il suono.
Posto che la voce di Davide Terrazzi, che è anche chitarrista ritmico, non mi è piaciuta all’inizio e ha continuato a non piacermi particolarmente nemmeno ai successivi ascolti, in quanto non brilla né per la qualità del timbro, né per l’intonazione, alla fin fine non è stato nemmeno questo che non mi è piaciuto.
Alla fine ho capito, e sono arrivata alla conclusione che alla base vi è anche un problema di mixaggio: la voce è troppo bassa rispetto al resto della musica e questo non permette di apprezzare, forse, l’insieme.
Tra queste note negative, però nel disco ci sono pure delle cose da salvare. Alcuni riff di chitarra (Morgan Silvestri) come ne “Il silenzio tra di noi” o di basso nella successiva “L’atto imperfetto” sono piuttosto convincenti e creano delle belle atmosfere. Devo dire che proprio questo pezzo è il mio preferito, sia per l’ottima parte ritmica di Davide La Rocca (batteria) e di Andrea Montali (basso), accompagnati dal violino di Lorenz Masè. A completare l’opera, la voce leggermente distorta crea melodie che prima o poi finisci con il canticchiare. La successiva “Preso dentro preso fuori” richiama a livello melodico molto la precedente canzone, ma senza avere la stessa verve e senza decollare, non mi convince.
La quinta traccia del disco “Sei un’ora” è un brano lento, diciamo una sorta di ballad, in cui però secondo me Davide Terrazzi avrebbe dovuto sfruttare un po’ di più le note alte nella voce principale, perché un po’ in tutti i brani resta sui bassi senza fare mai decollare l’espressività del pezzo. Interessanti invece alcuni passaggi musicali di “L’amore sale e scende”, dove in generale musica e voce mi sembrano più in sintonia. La numero otto “La rincorsa dei pensieri”, mi ricorda un po’ i Rage, specie il passaggio che anticipa i ritornelli. Altra ballad “L’attesa”, che poi si sveglia fino ad entrare in dissonanze nel ritornello che probabilmente è uno dei migliori. Molto orecchiabile invece “Un’alba migliore”, potrebbe essere tranquillamente una hit da radio!
Infine c’è “Cosa sei”, anche qui incroci di chitarre e violino creano atmosfere d’effetto.

Arrivata alla fine però, voglio concludere dicendo due cose: la prima è che sicuramente i pezzi da un punto di vista musicale non sono male, perché comunque si vede che c’è del lavoro dietro, ma sono tutti molto simili tra loro, tanto da essere confusi anche da un ascoltatore che come la sottoscritta, ha già sentito il cd varie volte, ma non riesce lo stesso a distinguerli.
La seconda è che le parti vocali in alcuni punti sembrano davvero stonate e, questo, da una produzione della Red House Recordings non me l’aspettavo. Si doveva fare più attenzione sotto questo aspetto.