Zero Degree
a cura di: Serena89
pubblicato il: 2012-04-05
Surreal World
  • The Door To The Unknown

  • Tomorrow Dies Today

  • Frozen Alive

  • The Storm And The Silence

  • Grapes Of Wrath

  • Whispering Age

  • Virus

  • Disease

  • Surreal World

  • Where Angels Die

  • The Fog

Non c’è niente da fare: i tedeschi lo fanno meglio. Che sia death metal o elettronica i teutonici ci danno dentro con produzioni assolutamente ben curate, idee singolari e live entusiasmanti. Sto generalizzando - ovviamente - ma è indicativo che questa riflessione mi sia sorta ascoltando il debut album degli Zero Degree.

La formazione, dopo una buona gavetta live con gruppi del calibro di Maroon e Sudiakra e un demo autoprodotto, si cimenta finalmente con la sua prima vera fatica in studio. A prescindere dai contenuti, “Surreal World” da’ da subito un grandissimo impatto sonoro: nella più classica tradizione melodic death si ritrovano riff imponenti, soli di singolare mobilità e tanto, tanto doppio pedale. Ma oltre i tratti più caratteristici del genere, è bene evidenziare la struttura mutevole ma non eccessivamente prolissa delle diverse songs: esse sono da una parte particolarmente varie, dall’altra non scendono nella confusione di troppe idee messe assieme. E’ evidente l’influenza di gruppi come In Flames e Dark Tranquillity, (e forse anche un po’ di Children of Bodom in “Are You Dead Yet?”), ma la composizione è resa particolare dallo stile growl di Thomas Bertuch (aiutato dagli effetti applicati in studio). Sicuramente tre chitarre fanno la loro figura in un cd di tal genere: personalmente preferisco tre persone diverse che eseguono indipendentemente la propria parte piuttosto che una serie di infinite chitarre sovraincise. L’effetto rimane più naturale, e la differenza in sede live è garantita. L’unico neo è che nel marasma generale si perde un po’ la parte ritmica, che a mio avviso dev’essere ben presente nel risultato finale: qualche dB in più non sarebbe guastato.

A parte queste considerazioni tecniche, che penso interessino poco o nulla, gli Zero Degree mostrano di avere un buon potenziale da poter sfruttare con i prossimi lavori. Con questo album danno l’impressione di “primi della classe” e di aver fatto tutto “nella maniera giusta”, ma non trovo – ancora – motivi per innamorarmi delle loro canzoni. Comunque tanto di cappello per quest’album assolutamente eccellente.