Behind The Screen
a cura di: Frida
pubblicato il: 2008-05-14
"Bound to violence"

Metto su l’ep “Bound to Violence”, ad avermelo spedito i Behind the Screen, band hardcore valdostana. Hardcore? Ricordavo male forse; o forse definire i Behind the Screen esclusivamente hardcore è riduttivo. La prima track, "Only One", sembra un pezzo degli As I Lay Dying, metalcore duro quasi sconfinante nello screamo. Non ci siamo, metalcore non calza per come dovrebbe, troppe contaminazioni elettroniche e sintetizzatori ad opera di Patrick Marquis ( fra l’altro anche ex voce del gruppo ) , siamo fuori genere. Seconda traccia, "The Crowning Touch": numetal? Anche qui la categoria sembra essere troppo stretta, chitarre forse troppo pesanti quelle di Mich ed Enrico per un genere che solitamente le adibisce ad elemento a scopo ritmico e spesso marginale. La quarta traccia, "Blood for Blood", conferma l’ispirazione del gruppo a band come i Refused senza tralasciare influenze crossover che non passano di certo inosservate. A stupirmi adesso non è più soltanto la commistione di generi ma, soprattutto, la voce del gruppo Alessandro Zigliani; un ibrido fra Corey Taylor e Keith Buckley, decisamente adatto a ricoprire un ruolo predominante all’interno del gruppo e della sua produzione musicale. Termino l’ep con "Mirror Scissors" ed è qui che la definizione del gruppo all’interno del genere hardcore torna a prevalere non solo per il ritmo nuovamente accelerato ma anche per il cantato urlato a più voci e le sonorità nuovamente distorte e aggressive. In definitiva, i cinque ragazzi dei Behind The Screen, mi hanno momentaneamente convinto a definirli hardcore (anche se un pò speed metal.. ); tuttavia se volete farvi un’opinione diversa andate a vederli dal vivo a Livorno all’Italia Wave. Mi consola sapere che se “Bound to Violence” non è che il secondo ep della band, ho ancora tutto il tempo per definirli.