Black Trip
a cura di: Vale
pubblicato il: 2014-07-10
Goin' Under
  • Voodoo Queen

  • Radar

  • Put Out The Fire

  • No Tomorrow

  • Tvar Dabla

  • The Bells

  • Thirst

  • Goin' Under

I Black Trip nascono su progetto di Peter Stjärnvind, veterano della scena death metal, e del collega batterista Daniel Bergqvist. Nel lontano 2003 i due decidono di metter su una band orientata verso il vecchio sound rock/heavy metal britannico, con lo scopo di omaggiare in qualche modo le band che segnarono la loro infanzia. Proprio il 4 luglio è uscito il loro nuovo CD/LP che sarà il punto focale di questa recensione, cioè "Goin' Under". Ragazzi, non me ne vogliate ma...alle prime due note di chitarra ho sentito una puzza allucinante di Iron Maiden bruciati. A tratti mi sono persino imbattuta in qualche reminescenza stile Thin Lizzy. Voglio spezzare una lancia in favore delle canzoni in quanto tali, che sono tutte carine, orecchiabili, pulite, semplici e quindi praticamente immuni da giudizi negativi. Sul gruppo invece ho dei dubbi. Non è il primo caso in cui personaggi di spicco nella scena del metal pesante portano avanti progetti paralleli di generi più soft: vedi Michael Amott con gli Spiritual Beggars, Shagrath con i Chrome Division, Bill Steer con i Firebird e tanti altri... Tuttavia nessuno di loro mi è mai sembrato uno spudorato copycat. Riguardo ai Black Trip, invece, l'ho timidamente pensato. I riff e le armonizzazioni con le doppie chitarre sono chiaramente quelle degli Iron, gli accordi e le note girano sempre nella stessa direzione e il suono stesso degli strumenti sembra come sistemato appositamente per emulare quello di altri. Come ho già detto, i pezzi di per sé non sono male, ma a parer mio ripropongono qualcosa di già esaustivamente ascoltato e riascoltato (anche all'interno della scaletta stessa). Produzione, abilità tecniche e tutto il resto è incriticabile. La delusione più grande mi si è manifestata solo quando ho pensato: "Cavolo, questi non sono dei ragazzini senza idee che formano una band per passatempo". Qui stiamo prendendo in causa professionisti che si portano sul groppone un'esperienza importante con gruppi di grosso calibro e molto probabilmente una cultura musicale enciclopedica. Stupisce il fatto di trovarli così disarmati nel comporre roba più leggera e sostanzialmente più libera da schematismi. Se vi piacciono in modo particolare gli Iron Maiden questa è sicuramente una new entry nel vostro pantheon! Per gli ascoltatori più eclettici o curiosi consiglio questo ascolto per ragionarci sopra e verificare le mie opinioni. I due pezzi più interessanti? Probabilmente solo Tvar Dabla e la title track Goin' Under che chiude in "bellezza" la tracklist. La valutazione in stelline espressa qui sopra non è comprensiva dell'artwork, che al contrario di tutto merita un bell'elogio sia per curatissimo stile vintage in tema, sia per l'estetica impeccabile in cover e nelle innersleeves. Vinile da collezione!