Joy Shannon and the Beauty Marks
a cura di: Serena89
pubblicato il: 2014-11-16
Mo Anam Cara
  • The Winds of Hel

  • Samhain

  • Midwinter Ghost

  • Imbolc Invocation to Brighid

  • Ostara Blodeuwedd

  • The Fires of Beltaine

  • Midsummer Witch Hunt

  • Lughnasadh Maeve (the One who Intoxicates)

  • Finduilas

  • Mabon Airmid (Bring Back the Dead)

L’irish folk di Joy Shannon and the Beauty Marks richiama foreste incantate, dove tutto è tranquillo, quasi immoto nell’eternità. Mo Anam Cara (che in celtico significa ‘la mia anima gemella’) racconta la storia di lande antiche, solcate dai venti e dal sole pallido.

 

Esso narra dell’Irlanda e della Scozia, di questi posti magnifici ma selvaggi, conosciuti solo in superficie. Un grazioso canto quasi privo di melodia in alcuni punti, sostenuto da strumenti come l’arpa e il violoncello, ricordano per certi versi il The Memory of Trees di Enya, con la differenza che Mo Anam Cara è molto più introspettivo e intimo in alcune canzoni.

 

La voce di Joy Shannon è leggera ma il suo timbro vocale è ben delineato e si sposa bene con le composizioni delle canzoni, ispirate perlopiù alla mitologia pagana celtica e nordica e intessuta di riferimenti storici.

 

Un album diverso, immerso in un mondo che non esiste più ma che non smette di esercitare il suo fascino.