Cycle Beating
a cura di: Vale
pubblicato il: 2015-01-02
The Age Of Depression
  • Intro

  • The Age Of Depression

  • Burning Down The Bridge

  • '254'

  • No Regrets

  • Still Sober

  • The Wrong Path

  • Mass Corruption

  • Who Do You Think You Are

  • In My Darkest Dreams

Indigestione natalizia? Ho la soluzione per voi. Niente Brioschi, cari lettori.

 

I Cycle Beating sono esattamente ciò che si definisce una "band emergente" nel vero senso della parola. Un po' come il prezzemolo, stanno ovunque! Riviste cartacee, webzines, merch ecc... Praticamente impossibile ignorarli. 
Lo scorso novembre hanno pubblicato il loro debut album The Age Of Depression, con cui hanno subito guadagnato un discreto feedback nel vecchio continente.
Voglio parlarvi un po' di questo ascolto perchè nelle recensioni si tende ad essere molto oggettivi, anche quando in realtà si rimane coinvolti o stupiti da certi lavori. Non sto dicendo che sia stata un'esperienza mistica - ho recensito band di gran lunga più famose e più particolari - ma non me la sento di buttarvela lì come se non fosse successo proprio niente...


Era il giorno di Natale quando tra indigestione, canzoncine demenziali e parentame assonnato decido di recuperare in supermegaritardo il materiale da recensire. Finita la tombolata notturna mi sparo i Cycle Beating nelle orecchie, sperando di digerire più in fretta.
Inizia la "Intro". Mi convinco che non è niente di speciale come al solito. The Age Of Depression, title track molto basic, comincia a farmi andare giù il panettone: sospiro di sollievo. Proseguo con "Burning down the Bridge" e qui viene il bello! Il panettone si vaporizza, mi sento vuota, strabuzzo gli occhi e resto in ascolto con un sorrisetto subdolo. Sentivo alternarsi differenti influenze musicali che richiamavano gruppi specifici (Slipknot, Decapitated...) e allo stesso tempo ero contenta di aver trovato un qualcosa di vagamente groovecore che riassumesse così bene diversi sound. Personalmente, come già confessato in altre occasioni, amo sia il death metal sia il groove metal orientato verso il thrash, con un tocco pesante e trasandato. Il tempo scorre veloce: giungo al termine dell'album e butto giù qualche appunto al buio, sotto una misera lucetta di Ikea, irrequieta come una cocainomane. The Age Of Depression l'ho vissuto come una lavanda gastrica/espiazione dei peccati. Grazie di cuore, cugini crucchi.

 

Passando alla valutazione oggettiva senza sentimentalismi, questi giovani tedeschi devono assolutamente affinarsi nell'arte dello scrivere testi. Nel video ufficiale di Burning Down The Bridge c'è un'idea creativa di fondo niente male, che sta andando a perdersi sempre di più: la tipografia animata/lyric video. La scelta intraprendente di schiaffare le lyrics su uno schermo per cinque minuti, svaluta -nel singolo caso- il loro immenso lavoro poichè il senso del testo e la pronuncia rimangono un poco elementari cozzando con il groove bellissimo e con l'abilità tecnica di tutti i membri del complesso, vocalist compreso.
Comunque si tratta di un debut album autoprodotto coi controcoglioni; nulla a che vedere con la band posermetal di quartiere che ti spamma il demo anche nella cassetta della posta. Ogni stellina del voto vale la loro musica brutale e sudicia, perchè salvo break-up improvvise questi ragazzi faranno strada.