Hante.
a cura di: alessandramacchia
pubblicato il: 2015-01-09
Her fall and rise
  • Falling From Grace

  • Damages

  • One More Dance

  • Beyond The Waves

  • The Storm

  • Il n'y a qu'un pas

  • This Morning of September

Hante. È il progetto solista della parigina Hélène de Thoury (ex Phosphor, attiva attualmente anche nel duo Minuit Machine), nato la scorsa estate e palesatosi al pubblico con l’upload in rete di due pezzi, Damages e Beyond the Waves, brani che rappresentano perfettamente la haunted wave,  termine con il quale la stessa Hélène definisce la sua musica. 

 

Una synth wave alla maniera francese, molto raffinata e minimale, che si amalgama perfettamente con un collage di influenze ben riconoscibili (Xeno & Oaklander, Gold Zebra, Chvrches, Depeche Mode, Linea Aspera, The Human League, Message, Eleven Pond, Turquoise Days su tutti), e di elementi che caratterizzano la personalità musicale dell’artista, come le sonorità fredde e malinconiche, e le ritmiche a tratti geometriche e tirate, a tratti più morbide e volatili. 

 

L’interesse del pubblico verso i primi due episodi è stato confermato con la pubblicazione dell’EP Her Fall And Rise per la label francese Stellar Kinematics: in meno di un’ora dall’uscita in una preziosa edizione limitata in vinile, il disco era già sold out.

 

“I will be haunted forever” -canta Hélène in This Morning of September, episodio conclusivo del disco- “sarò tormentata per sempre”. Ed è effettivamente questo il concetto che si cela nel moniker Hante e nella complessa trama costituita dalle sette canzoni che compongono il disco, l’ossessione di fare qualcosa che lasci una traccia, un segno tangibile del proprio percorso nel mondo, percorso che alterna la malinconia dell’abbandono e della caduta alla forza luminosa della rinascita, in una dialettica filosofica di matrice dostoevskijana.

 

Ottima prova per la francese, non ci resta che vederla all’opera sul palco.