Tori Amos
a cura di: SusannaGattuso
pubblicato il: 2007-05-05
“American Doll Posse”
  • Yo George

  • Big Wheel

  • Bouncing Off Clouds

  • Teenage Hustling

  • Digital Ghost

  • You Can Bring Your Dog

  • Mr. Bad Man

  • Fat Slut

  • Girl Disappearing

  • Secret Spell Father’s Son

  • Devils and Gods

  • Body and Soul

  • Programmable Soda

  • Code Red

  • Roosterspur Bridge

  • Beauty of Speed

  • Almost Rosey

  • Velvet Revolution

  • Dark Side of the Sun

  • Posse Bonus

  • Smokey Joe

  • Dragon

Questa recensione è stata fatta a 4 mani, forse non tutti sanno quanto amo quest’artista ma uscito il suo nuovo album,il nono per essere esatti, una certa delusione è scattata dentro me. Flavia è una ragazza che come me segue Tori Amos dagli inizi e non posso che citare la sua personalissima recensione quando parla dell’album in generale; piu’ avanti, invece, approfondirò ogni singola canzone. «Se siete stati negli USA dopo il 2001 non potete non esservene accorti: da quando gli americani, rieleggendo Bush, hanno continuato a sostenere la menzogna, la lobby cristiana di estrema destra ha preso sempre più potere. E non credo che le cose miglioreranno, anche con la fine dell'attuale mandato presidenziale». Dovrebbe bastare questa dichiarazione letta prima del testo di Yo George, canzone d’apertura di American Doll Posse, nono lavoro di Tori Amos, per far capire che intenzioni e realtà non si sovrappongono. Sembra un po’ riduttivo infatti criticare l’amministrazione nella figura del presidente paragonandola ad una banale allergia. Leggendo la prima frase dell’ultimo lavoro di Tori Amos, si capisce subito che c’è qualcosa che non va. Non va da tempo il modo di cantare della rossa americana e il suo peculiare rapporto con il pianoforte, ma soprattutto non c’è più la sua capacità di produrre se stessa. E questo terzo lavoro marcato Epic lo conferma ulteriormente, dopo i precedenti Scarlet Walk e The Beekeeper. Sonorità tra il rock e il country decisamente ridondanti con impasti sonori di tutti i tipi. E a condurre il gioco, non un pianoforte, ma tante chitarre elettriche troppo distorte e declinate in un modo scontato e per nulla accattivante. Queste sonorità eccessivamente sature non rendono affatto grazia a dei pezzi che meriterebbero sicuramente degli abiti migliori e che probabilmente spogliati dal contesto avrebbero maggior incisività. La perplessità maggiore è però creata dalle liriche di questo American Doll Posse, che dovrebbe essere interpretato, secondo le dichiarazione di Amos, da cinque donne che rappresentano altrettante divinità femminili. Peccato che le canzoni dicano ben poco sia sulle cinque protagoniste, che sull’idea che dovrebbero avere degli USA. Le composizioni sembrano dei brutti contenitori riempiti e impacchettati con tante belle parole. E così, con quella che ha del tutto l’aspetto di una mossa di marketing, si è andati a ripescare la vecchia donna-guerriera degli inizi, che purtroppo ora ha tutta l’aria di essere la caricatura di quella che era un tempo. Basti pensare all’uso dei riferimenti sessuali sfoggiati ad arte in testi come Precious Things, Professional Widow, Nothern Lad per fare degli esempi. Qui il riferimento sessuale era esplicito e perturbante, ma mai volgare inserito nel contesto del brano. Specie se rapportato all’attuale utilizzo dell’acronimo M.I.L.F, che risulta vuoto e inutilmente provocatorio. Nonostante tutto restano alcuni interrogativi di apertura. Perché inserire le uniche due canzoni che incarnano lo spirito dell’album, la parte femminile di Dio e la conciliazione possibile con il maschile, proprio nella limited edition, escludendole quindi dall’album? Come interpretare il Posse Bonus, inserito nella versione dvd, una prova musicalmente al di sopra del resto dell’album con un testo al limite della derisione dell’ascoltatore? Ci chiediamo se Tori Amos, avesse un reale progetto artistico dietro a questo American Doll Posse, o se da almeno cinque anni si stia limitando a fare i compiti a casa che le ha assegnato mamma Epic.” L’album è composto da 23 canzoni,ormai sembra ci abbia preso gusto a sfornare così tante canzoni in un solo album. Accanto al nome della song tra parentesi verrà messo il nome della Doll che la “canta”. YO GEORGE (ISABEL)…canzone d’apertura senza lode e infamia,voce e piano e un testo politico trattato superficialmente. BIG WHEEL (TORI) singolo uscito in America,ha uno stile rock country,ha un video veramente osceno e imbarazzante..un ritmo che comunque prende ma stanca subito,trovo interessante il basso in questo pezzo. Potrebbe essere ideale da ascoltare in macchina per la leggerezza che ha e quindi raccomandabile nelle lunghe file di coda. BOUCING OFF CLOUDS (CLYDE) questo invece è il singolo destinato all’Europa,un sound tipicamente anni 80, che credo solo piano e voce avrebbe reso molto di più,avendo a mio parere un bel giro di accordi; sono gli strumenti e soprattutto l’odioso suono della chitarra a renderla insignificante e noiosa. Pietosa la parte dopo il bridge dove Tori ehm scusate,Clyde canta con solo in sottofondo il piano e la grancassa che batte il tempo in stile e sound anni 80. TEENAGE HUSTLING (PIP) inizio in stile Cornflake Girl quando live accennava il motivo solo piano e voce ..ed eccola invece la canzone rock per Tori Amos,con tanto di chitarre che quasi cerchi di capire se esiste un pianoforte in questo pezzo….non sarebbe malvagio neanche questo se non fosse troppo lasciato andare nel “buona la prima” e se non ripetesse in continuazione il ritornello, se voleva l’effetto che entra in testa per non uscirne più c'è riuscita. DIGITAL GHOST (TORI) non ho mai sentito una ballad così tanto prodotta,ben curata e probabilmente ben pensata un lento che piacerà moltissimo a tante persone,tipica sigla di qualche film romantico purtroppo ha una chiusura pessima…ma in genere sta canzone non mi esalta. YOU CAN BRING YOUR DOG(SANTA) e siamo al blues quello sexy e accattivante,e non poteva che cantarlo Santa.Anche questa canzone non mi entusiasma piu’di tanto, tra l’altro anche questa è troppo lunga. MR.BAD MAN (ISABEL) canzonetta che poteva essere tranquillamente evitata a mio avviso,una delle piu’ brutte in assoluto,vorrebbe essere stupidina e frivola,ma è davvero fastidiosa, ma niente di strano che possa piacere proprio per la sua melodia…e quei DUDUDU. FAT SLUT (PIP) un recitato su un tappeto di chitarre distorte che non dura manco 30 secondi….verrebbe da dire…”ce n era bisogno?”, tra l'altro non si ha il tempo di capire se sviluppata questa song poteva avere le sue forti potenzialità oppure se è stato meglio così. GIRLS DISAPPEARING (CLYDE) ecco una delle poche canzoni che mi piacciono di questo strano album,un lento che nella strofa ricorda molto una bellissima canzone di Leonard Cohen “night with satin” mi piace e con questo tiro un sospiro di sollievo. SECRET SPELL( SANTA) ritorno a vomitare…no davvero,ormai Tori sta cominciando sfornare canzoni brutte,questa sembra perfetta per una canzone da telefilm stile americano..non saprei cos altro dire se non “basta,avanti la prossima”. DEVILS E GODS (ISABEL) voce e chitarre e probabili mandolini(?) per una canzone che dura giusto 1 minuto,poteva essere sviluppata…vabbè ricorda molto “Operation Peter Pan” b side del singolo di A sorta Fairytales. BODY AND SOUL (PIP E SANTA) Questa canzone ne ricorda molte alter come sound, la “Personal Jesus” dei Depeche Mode e “Like it or not” di Madonna. Si ritorna alla sensualità e all’atteggiamento accattivante,ma anche questa canzone non riesce poi ad entusiasmarmi. FATHER’S SON (TORI) finalmente respiro,splendida canzone che sembra sia stata ispirata dalla storia di Jim Morrison, questa versione l ho sentita anche live solo piano e voce e riesce a mantenere la stessa magia…finalmente c è Tori Amos. PROGRAMMABLE SODA (SANTA) ecco l altra canzone che non sopporto dell’album, una seconda Mr.Zebra? no grazie non c era bisogno di scomodare neanche un intera orchestra…passo decisamente avanti. CODE RED ( TORI) musicalmente decisamente una delle migliori, interessante il giro di accordi,l’atmosfera,finalmente una produzione ben equilibrata dove tutti gli strumenti sono allo stesso livello,quello che penalizza i risultato è il finale,una voce di Tori poco convincente che vorrebbe essere graffiante ma risulta solo fastidiosa anche quando pronuncia nel ritornello CODE RED. ROOSTERSPUR BRIDGE (CLYDE) Anche questa canzone non mi dispiace,certo non è il massimo ma rispetto a quello già sentito comincio a fare una personale classifica,sa molto del sound di Scarlet con tanto di piano e chitarra acustica..classica ballad. BEAUTY OF SPEED (CLYDE) già a questo punto uno non ce la fa più ,ma si va avanti per questa canzone che credetemi rende di più piano e voce soprattutto perché fino alla strofa è accettabile,ma arrivato al ritornello risulta così pietosa(soprattutto per la zanzara chitarra che si sente da sottofondo)e una batteria che lascia un po’ perplessa. ALMOST ROSEY (ISABEL) testo stupido,ma la cosa sconvolgente è che ha quasi lo stesso tempo della canzone precedente. Anche questa song la preferisco solo piano e voce…niente neanche questa mi emoziona..tra l’altro la strofa è simile a quella di American Pie. VELVET REVOLUTION (PIP) siamo alla canzone dal sound russo con tanto di mandolini napoletani,per una song diversa certamente dalle altre. Non è male,dura anche poco e ricorda anche una famosa canzone di Regina Spector.Va bene questa la salvo. DARK SIDE OF THE SUN (ISABEL) se vi dico che non sò piu’ che scrivere mi credete? Purtroppo devo ripetermi, niente di eccezionale,sound ormai collaudato stile Scarlet (ma quello delle canzoni pessime), voce poco convincente e canzone troppo lunga. POSSE BONUS(TORI) terribilmente ripetitiva,fastidiosa che sentito il primo ritornello decidi di andare avanti…anche questa poteva evitarla. SMOKEY JOE(PIP) ECCOLA LA CANZONE PIU’ BELLA DELL’INTERO ALBUM: Ricorda il vecchio sound di Tori, un ritornello “triste” con un controcanto davvero intrigante,un tappeto di suoni che ricorda la cara e bella “BLISS”,un giro di accordi bello. Davvero intensa,magica …allora riesce ancora a fare qualcosa di bello? DRAGON(SANTA) nell’intro per certi versi ricorda “Pandora’s aquarius” non mi dispiace,ma certo non mi entusiasma, un po’ troppo ripetitiva anche questa,ma decisamente migliore di molte altre adesso che il cd è (finalmente) finito. Sono rimasta decisamente delusa,è vero,è un album molto più movimentato del precedente(THE BEEKEEPER), ma sembra sia stato realizzato in breve tempo,come se mille idee volassero nell’aria e siano state prese così senza avere il tempo di analizzarle.