Thy Majestie
a cura di: Marian
pubblicato il: 2006-09-04
Jeanne D'Arc
  • Revelations

  • Maiden Of Steel

  • The Chosen

  • Ride To Chinon

  • ...For Orleans

  • Up To The Battle!

  • March Of The Brave

  • The Rise Of A King

  • Siege Of Paris

  • Time To Die

  • Inquisition

  • The Trial

Dopo “Hasting 1066” rappresentato da un gran sound più evoluto e da un approccio più originale al power epic metal dopo il debut “The Lasting Power”, i Thy Majestie tornano sulla scena maturando ancora una volta le capacità tecniche e compositive
di artisti.

Colmo di cori lirici,il nuovo ma sempre e coerentemente storico concept che i nostri musicisti siciliani elaborano,tratta delle vicende dell’eroina francese “Jeanne D’Arc”.
Il grande power sinfonico narra,e sottolineo il termine “narra” in modo egregio le sublime fasi della vita della pulzella d’Orleans;la storia viene musicata a partire dalla quiete vita della diciassettenne fanciulla,dall’udire delle voci ed i sussurri dell’arcangelo Gabriele,tradotto in “Revelations”,intro d’orchestrazione classica,il quale echeggia sottovoce d’impatto lei,la sua eroina “Giovanna”,sembra quasi una di quelle stesse voci,eccola,con “The Choosen”,è questo il momento che apre e battezza gli articolati cori operistici ed i sound trasportanti di rif e poetica diretta dura ma mai esageratamente aggressiva.

Si intuisce già a questo punto,dal crescere ed armonizzarsi del progressive power metal associato ai lirici acuti corali,il progredirsi della storia,cavalcando e scorrendo attraverso essa su “Ride To Chinon”,”For Orleans” e “Up To The Battle”.

Qui divengono grandi e degne della narrazione,che non cessa di completarsi brano dopo brano,le vicende emesse da una buona dignità vocale,che sa certamente spaziare tra le note più basse dei versi e gli acuti mai carenti di buon estensione,ma anche di toni aggressivi e scream inaspettati,sebbene troppo pochi,a mio avviso;ad ogni modo,il tutto costruito su di una appena sufficiente pronuncia.

Intanto la storia evolve,il sound sempre più accattivante e ricco di movimenti operistici lascia sentire ed interpretare la battaglia sino alla caduta ed alla drammaticità del tono,come in “Time To Die”.

Certamente ciò che rimane impresso,pezzo dopo pezzo,è l’esprimersi di termini incisivi tra le note,lirici,semplici e profani,che tengono a sottolineare ripetutamente il soggetto di “Jeanne D’Arc” The Virgin. Grande è il risultato del duro ed impegnativo quanto lungo lavoro di Giuseppe Bondì,ed egregio viene fuori il prodotto,quanto la padronanza ritmica,la capacità artistica e soprattutto la fantasia dell batterista.

Non mi resta che dire:senza dubbio un buon lavoro,interamente costruito e prodotto.

In bocca al lupo per la ricerca del nuovo cantante.



Keyboards and orchestral arrangements: Giuseppe Bondì
Guitars: Maurizio Malta
Guitars: Giovanni Santini
Bass: Dario D’Alessandro
Vocals,backing vocals and all choirs
on refrains and bridges: Giulio Di Gregorio
Drums: Claudio Di Prima