Lacuna Coil
a cura di: Ilaria Rebecchi
pubblicato il: 2006-10-07
"Karmacode"

  • Fragile
    To The Edge
    Our Truth
    Within Me
    Devoted
    You Create
    What I See
    Fragments Of Faith
    Closer
    In Visible Light
    The Game
    Without Fear
    Enjoy The Silence

Karmacode ha coronato il successo dei Lacuna Coil, band milanese, già conosciuti con l’album uscito nel 2002, Comalies, ma che non ebbe così successo in Italia.
Certo i Lacuna Coil sono in giro da una decina d’anni, ma è risaputo che per una rock band italiana , è difficile riuscire a sfondare in Italia, quindi si sono diretti in Germania e poi in America, dove hanno avuto un gran successo.
All’inizio ero scettica riguardo questa band, perché la loro fama era preceduta dalle numerose apparizioni su magazine musicali nazionali ed internazionali della cantante Cristina Scabbia. Pensavo che i Lacuna Coil avessero avuto tutta questa pubblicità perché lei “sponsorizza”, e non per la bravura del gruppo.
Invece mi sono ricreduta perché il disco è un bel lavoro, i suoni mi esaltano di più rispetto a quelli di Comalies, sono molto più aggressivi e la voce di Cristina è grintosa ed energica. L’unica pecca è che Andrea canta molto meno, fa poche parti da solista e ha tralasciato il growl.
Il suono di quest’album è molto nu per quanto riguarda la parte strumentale: l’uso del doppio pedale in alcuni pezzi fa risaltare i riff “alla korn” delle chitarre e basso.
Mi fa letteralmente impazzire lo stacco di Our Truth nel quale la batteria ed il basso si fondono insieme per dar vita a questo suono primitivo.
La voce femminile, in tutto l’album è incentrata sul diffondere sonorità orientaleggianti.
Iniziamo con il loro primo singolo tratto da Karmacode: Our Truth.
E’ ben studiato e melodico al punto giusto. All’inizio mi sembrava un po’ noiosetto, però riascoltandolo più volte l’ ho apprezzato e adesso è uno dei pezzi che preferisco.
Fragile è il primo pezzo del disco, poteva essere benissimo un secondo singolo, facile all’ascolto e armonioso grazie alle basi e alla voce femminile; secondo me se si tolgono questi due elementi i Lacuna Coil potrebbero fare concorrenza ai Disturbed! (per i fan dei Disturbed, è una battuta! Però il sound non è poi così lontano).
I Lacuna Coil presentano anche un brano acustico, Within Me. Solitamente i pezzi acustici di adesso sono un po’ noiosi, ma questo è ben riuscito, mi piace molto l’intreccio di voci di Andrea e Cristina, che la rendono molto fluida e sciolta.
Closer, traccia numero nove, è il terzo singolo tratto dall’album. Sono usate molto le basi ed effettistica in genere che ricordano vagamente il sound di Comalies.
I Lacuna Coil propongono anche un pezzo in italiano, per non dimenticare le “origini”: Without Fear. Non mi piace: mi sembra un classico pezzo pop italiano, monotono, queste chitarre che ripetono all’infinito le stesse note, per fortuna verso la fine, c’è un assolo, tra l’altro l’unico dell’album, che smorza un po’ il ripetersi del brano.
Karmacode si chiude con la cover di Enjoy The Silence (Depeche Mode).
Di questo pezzo all’inizio non si doveva fare nulla, in seguito hanno deciso di farlo diventare il secondo singolo ed hanno fatto il video. Il rifacimento mi piace, anche se è molto simile all’originale.
I brani sono tutti più o meno sullo stesso stile compositivo, ma melodici e di facile ascolto.
La cosa che mi ha stupito di più sono stati i suoni, non me li aspettavo così irruenti e ruvidi, peccato che la voce li smorza e li pone in secondo piano. Avrebbero bisogno d’essere più valorizzati.
Formazione:
Cristina Scabbia - voce
Andrea Ferro – voce
Marco Coti Zelati - basso
Cristiano Migliore – chitarra
Marco Biazzi - chitarra
Cristiano Mozzati – batteria