Platens
a cura di: Marian
pubblicato il: 2006-11-02
"Between the horizons"

  • Here I am
    Can feel It
    Your Heart will Claim the Truth
    Into the Fire
    My Reason
    Check it Out
    Angel’s Cry
    The last Kiss
    Chasm of Madness
    Waves of Sea
    Between two Horizons

“Between two horizons”, è così che è intitolato l’ultimo lavoro, intento a rappresentare ancora una volta le capacità del cantante, cantautore e musicista 27enne palermitano Dario Grillo, fautore del progetto Platens.
Questo è l’unico album che ho avuto il piacere di ascoltare, sta di fatto che si tratta di una vasta discografia.
Pensando a lui come singer dei Thy Majestie, mi preparo ad ascoltare brani dal sound power metal, ed invece mi ritrovo a scoprire un brano migliore dell’altro che sa di metal solo per certi tratti ed in particolar modo nella prima parte del full lenght.
Parliamo di componimenti che spaziano tra l’hard rock, l’epic metal ed il prog melodico dagli orientamenti AOR, il tutto rappresentato da intro particolarmente carichi come in “Here I Am”. Un hard rock ben elaborato mi mi riporta quasi alle sonorità degli Europe, lo stesso per quanta riguarda il chorus del secondo pezzo “Can You Feel It” dall’intro epic metal del quale apprezzo particolarmente la presenza della voce femminile all’interno di un coro d’ispirazione Thy Majestie.
Un sottile intro country invece, introduce una prog ballad che è il terzo pezzo “You Heart will Claim the Truth”, dove il tutto spazia tra tonalità vocali molto basse che aprono strofe dal sound graffiante per terminare in acuti accompagnati dal notevole (come per tutto l’album) sound della tastiera. Ciò che mi evoca qui è “First Love” degli Stryper, in pratica una curatissima e romantica quanto energica rock ballad.
Noto piacevolmente che niente viene risparmiato al gusto musicale dell’autore che riesce a mescolare i generi sopracitati senza trascurare quel riferimento proprio dell’epic metal, “Into the Fire” mi fa pensare invece (bridge metal escluso) ai pezzi più belli degli Skid Row. Tra un brano e l’altro cerco di trovare anche solo un minimo difetto, basti pensare che è tutto composto, musiche, liriche e voce (eccetto che per la batteria) dallo stesso Dario, ma mi trovo di fronte ad arrangiamenti più che curati, davvero un buon lavoro; probabilmente l’unica cosa per cui non darei lo stesso pieno giudizio è la pronuncia, da sciogliere maggiormente.
Il tutto procede tra brani altrettanto energici quali “Check it Out” ed “Angel’s Cry”, ed altre ballads come “My Reason” e “The Last Kiss”. A questo punto specie in “Waves of Sea” viene favorita la scelta di assoli e riff di chitarra molto più accentuati ed affini, il cui ruolo era determinato dalla tastera nella prima parte dell’album.
Il tutto è concluso da un outro strumentale di riferimento orchestrale ed armonico. L’atmosfera di ogni pezzo emana calore, niente viene lasciato al caso, rappresentato da una voce calda e graffiante, sensuale in certi tratti, il che da vita ad ogni lirica.
Attendo di ascoltare il prossimo lavoro dell’artista, il cui talento mi sembra essere oramai più che affermato. I brani che preferisco: “Here I Am” e “Your Heart will Claim the Truth”.
Complimenti!