Autumn leaves
a cura di: SusannaGattuso
pubblicato il: 2007-01-22
Demo
  • MORGANA

  • THE AWAKE

  • SIMED

  • FINAL DISSONANCE

Grazie ad internet riesco a sentire questo gruppo che aveva contattato la nostra redazione per essere recensiti. Mi metto subito all’ascolto tramite la loro pagina di My Spaces, sono 5 ragazzi con voce femminile e c’è scritto che il loro genere è PROGRESSIVE METAL. Inizio con la canzone “MORGANA”. La canzone melodicamente è bella, ben curata (così come tutte le altre canzoni del resto), anche i cori sono ben fatti, un bellissimo lento che però…non decolla.
Il pezzo rimane stabile e piatto…bravissimo il batterista che senza imporsi, fa parlare il suo strumento con passaggi notevoli. Purtroppo penalizzata la registrazione, in certi momenti è pessima,la voce risulta troppo distorta in alcuni passaggi…e comunque nel complesso la canzone non é male, cambi di tonalità, ritmo incalzante e successivamente dolce ma a mio avviso è troppo lunga.
Vado avanti con THE AWAKE, qui mi viene il dubbio se hanno fatto bene a definirsi progressive metal, perché non sento nulla di progressive e di metal, altra ballad che inizia così dolcemente che se avesse un testo in italiano non avrebbe nulla da invidiare a certe canzoni di molti cantautori, ma poi però il pezzo (per fortuna) dopo il primo ritornello e l’assolo di chitarra ecco che si apre in ritmi più veloci, con tanto di cori prodotti dalla tastiera, passaggi decisi e suoni di chitarre metal…ORA SI CHE PARLIAMO DI PROGRESSIVE, ma la voce mi delude, è bella ma non potente,non osa e quando lo fa nell’acuto finale si perde, rimane ferma…dovrebbe essere più cattiva, uscir fuori la grinta e seguire i suoi compagni strumenti, ma resta nel suo tono dolce ed eterea…anche questa canzone mi risulta troppo lunga (o forse è proprio la mancanza di grinta della voce che fa risultare tutto piatto), il pezzo è bello, le idee ci sono.
Si passa a SIMED. Inizio dolce con suoni di tastiera, l’idea di qualcosa che non sia di questo mondo, ma che evochi immagini fantastiche è ben riuscito, come creatori di melodie questi torinesi Autumn Leaves riescono molto bene (del resto il nome della band rievoca una bellissima ed intensa canzone anni 50). Poi come la canzone precedente, dalla melodia dolce si cambia ritmo e tonalità giocando sulla tensione...davvero notevole il momento in cui basso batteria e una lontana chitarra ipnotizzano per qualche minuto, per lasciare spazio alla successiva chitarre distorta accompagnata dalla tastiera.
Questa canzone forse è la migliore tra le quattro, mi piace molto. Respiro.
Chiude FINAL DISSONANCE finalmente il pezzo…cattivo! Dove si mette in luce la bravura dei 5 ragazzi che giocano perfettamente nei diversi cambi di ritmo.
Ad essere sincera, in generale gli Autumn Leaves non sono male tecnicamente ed anche a livello compositivo, però hanno diverse pecche (a mio avviso): in primis la voce poco grintosa nelle parti alte, bella come dicevo perché non stanca, anche interessante quando recita, ma troppo poco espressiva in certi punti e poco sostenuta; e poi le canzoni sono davvero troppo lunghe, soprattutto se si ripete sempre la solita struttura strofa/ritornello (ad eccezione di FINAL DISSONANCE). Credo che questo sia solo un primo passo, per nulla negativo, che può portare questo gruppo ad essere uno dei tanti (e pochi ahinoi) esponenti di questo genere che sembra essere messo un po’ troppo da parte.Le idee non mancano e questa è una cosa fondamentale, e poi si sa, i gruppi, gli artisti in genere, bisogna vederli all’azione, ossia dal vivo, lì adrenalina e grinta fanno il loro dovere.