Relaypse
a cura di: Moka
pubblicato il: 2006-12-27
"Mexico"

Se avete pensato che solo l’America possa produrre del buon sano metal, vi sbagliate di grosso perché cinque ragazzi milanesi sono riusciti a realizzare ad album metal eccezionale: Mexico.
Sto parlando dei Relaypse, nati nel 2000 dalle ceneri dei Podio, capitanati dal cantante Cri, alle chitarre Bambino 77 e Degio, al basso e batteria Lollo e Teone. Un sound solido, che spazia tra generi svariati dal nu-metal al trash senza cadere nella banalità dei soliti riffs. Le melodie sono equilibrate da una voce che riesce ad essere molto avvolgente e calda, ma anche aggressiva e violenta, le chitarre usano un’ottima distorsione potente e metallica, i bassi sono ben scanditi dalla batteria e dal basso.
Un CD da mettere nelle cuffie quando si è arrabbiati con il mondo, quando si ha voglia di sfogarsi, adatto anche per una fuga in Mexico, perché no?
Nel primo pezzo si parla della voglia di fuggire via, di andare verso il Mexico, la voglia di andarsene da una situazione ormai diventata scomoda, per ritrovare se stessi e per ritrovare quello che si è perso. Un brano aggressivo, che ti travolge appena ascolti i primi 30 secondi, ma poi arriva il ritornello…. Ahhhhhhhhh aaaaaahhhii Mexico, ahhhhh I want to go to Mexico…. In tono strozzato e nevrotico viene ripetuto più volte, Mexico, Mexico, un lamento, un bisogno di fuggire in Mexico, un urlo, una necessità di fuggire in Mexico, una cavalcata, che ti lascia alquanto frastornata e felice di essere capita.
Si arriva ad I try. Il controllo si è perso completamente, ci hanno provato, ma niente, sono riusciti a fare questo mix di pazzia e tortura con sprazzi di melodia, grazie alla voce molto elastica del cantante che riesce a passare da un pulito, ad un acuto e a cadere nel growl. Verso la metà si apre un altro pezzo, il ritmo cambia, più travolgente, con un asolo ben riuscito.
Devon si presenta inizialmente come un pezzo trash, ritmo marcato, mentre il cantato da un tocco di movimento al pezzo. Ma ecco… la parte che preferisco… Ricordate l’A-TEAM? La prima volta che ho sentito il brano mi è venuto da sorridere, perché non avrei mai pensato che un gruppo potesse fare un mix dei vecchi telefilm anni 80, inclusi Batman e Supercar!
Un giro di basso apre Not King. Una buonissima parte strumentale si cela in questo brano, pure l’asolo non è da meno, era da un bel po’ di tempo che non ne sentivo uno fatto bene!
Ed ecco la ballad Discotheque, ed è uno dei pezzi che preferisco, leggero, quasi romantico azzarderei, ma non ci illudiamo perché il ritornello irrompe in questa melodia, ma lei riesce a riemergere ritornando alla strofa che ne segue il ritornello distorto. Discotheque ti trascina in un bridge variegato, che vaga da arpeggi a distorsioni cupe e 1000 voci diverse, il finale non sembra far parte della stessa canzone.
Autolove si presenta ruggente, potente. Il sound è brutale ti vuole aggredire, smuovere dalla sedia, queste grida e questi cori mi agghiacciano.
Un lento, malinconico Go away ti può accompagnare in tristi giornate di pioggia quando ripensi al passato. Le chitarre pulite che canticchiano e arpeggiano, accompagnano la voce calda e bassa che ti culla.
Ecco che arriva la scossa, chitarre distorte e cantato ruggente riversano il pezzo.
Lost for the Victory chiude il CD. Non potevano scegliere brano migliore, solido e compatto. Un finale che spacca, lost – for – the – victory- scandito con growl e batteria pestata, basso deciso e chitarre roventi.
Non serve andare lontani per ascoltare del buon metal e alle volte penso che bisognerebbe guardarsi intorno prima di arrivare a dire che l’Italia non produca della buona musica. L’unico problema è che bisogna scavare fino in fondo per raggiungere gruppi come i Relaypse che hanno voglia di affermarsi e portare avanti il loro progetto.
Concludo ricordando che Mexico è possibile trovarlo alle Messaggerie Musicali o su Halidon.it