Zora / Land Of Hate / Smashhead / Deathcrush
a cura di: Black Butterfly
pubblicato il: 2009-03-12
4 Way to Scream Your Hate
  • 01. Gener(H)ate
    02. Antination Antiwar
    03. Raped Years ( by Land of hate)
    04. Orgy in Atrocity
    05. Genetic Deconstruction
    06. Human Fetus In The Sewers ( by Smashead)
    07. Blasphemy Souls
    08. Necrogod Devastation
    09. Eaten by Rats ( by Deathcrush)
    10. Self Devoured
    11. Mass-Sacred Nation
    12. Tsantsa ( by Zora)

Una forza bruta si leva dalle terre dell’Italia meridionale per urlare il suo odio verso questo sistema che sta corrodendo le vite umane. 4 Way to Scream Your Hate è uno split cd, un’alleanza fraterna che unisce l’urlo di Land of Hate, Zora, Smashead e Deathcrush con un Death Metal misto al Brutal devastante.

Disorder Aggression Total Devastation è il vessillo portante dei Land Of Hate che danno vita a questo split attraverso tre tracks di puro Death Metal. Tutto comincia con Gener(H)ate, attraverso una scarica di potenti riff di chitarra di Saso e Niko, cupi e pressanti, dalla forza incredibile, uniti alla martellante batteria di Attila e al growl di Marko per una ferocia nella velocità d’esecuzione accompagnata dal basso di Ifilien, a compimento di una devastante carica che prosegue con Antination Antiwar dove il messaggio, l’urlo, si fa più pesante, più martellante, così come i toni impressi, dai riff voraci e dal solo di chitarra in chiusura di song furioso. Un solo di batteria fantastico e trascinante apre Raped Years, cruenta e straziante, tecnicamente perfetta. Davvero una bella apertura per questo Split cd. Ma si prosegue sempre più verso toni in cui l’aggressività e la brutalità vengono plasmate grazie al Brutal degli Smashead, partendo a piede libero con Orgy in Atrocity. Dunque dal Death Calabrese ci spostiamo verso la potenza Sarda, dove tecnica e carattere danno il meglio di sè, velocità e furia strumentale, con il growl terrificante di Luigi Cara, che assieme all’ascia feroce di Franco Fois e alla batteria di Gabriele Tanda, ci sparano una scossa di adrenalina paurosa da cui è difficile scappare. Si continua così con la fantastica Genetic Deconstruction, per poi chiudere alla grande con Human Fetus in the Sewers, in cui si da sfogo più che mai alle asce, con un rapido ma possente solo, velocità e irruenza, queste sono le giuste parole per descrivere le tracks del combo Sardo. Restiamo in loco con i Deathcrush, un battito di cuore accelerato, si disperde nell’aria e si da vita al Death di Blasphemy Souls e in formazione ritroviamo il frontman Luigi Cara con il suo cupo e spettrale growl. I riff si susseguono a catena, furiosi, Andrea Sechi si è dato un bel da fare, la batteria di Giampiero Serra, la War Machine di questa compagine, si impone e detta legge. Stessa sorte per Necrogod Devastation e Eaten by Rats, tracce semplicemente fantastiche, un raptus d’odio sotto le insigne del Death Metal is War and Vengeance, una potenza inaudita, una tecnica perfetta. E se di tecnica perfetta vogliamo discutere bisogna tenere a mente una cosa : !Scream Your Hate!. Si perché proprio in chiusura di Split troviamo il Brutal divoratore degli Zora, una forza sovrumana che si sprigiona dalla voce di Peppe Pascale, superlativo anche alla chitarra, dal basso di TatO, unico e inimitabile e dalla batteria di A. Di Meco. Si da fuoco alle polveri con Self Devoured, noise di sottofondo terrificanti, che si diramano nella possente tecnica strumentale della compagine di Vibo Valentia, chitarra rabbiosa, feroce, basso incredibilmente veloce e furioso, per non parlare della batteria. Inutile affermare che negli Zora vive il brutal più profondo, lo si nota a primo impatto all’ascolto, come per Self Devoured anche in Mass-Sacred Nation. Ma è nell’ultima track di questo lavoro di collaborazione per questa Extreme Sardinian/Calabrian Alliance che risiede tutta la forza bruta, abbiamo Tsantsa che ormai per tutti è sinonimo di Pogo perché quando la si ascolta è impossibile restare fermi, si viene invasi da una potenza inaudita, una carica che investe l’udito e il corpo, poche note, molto poco silenzio, tante urla, urla di odio, d’amarezza, la stessa amarezza che si prova pensando alle condizioni della nostra terra.

Ed è questo che spinge i nostri compatrioti a dare vita a questa forma di ribellione, una ribellione sottoforma di passione per la musica, una passione tradotta in talento e dedizione.

SCREAM YOUR HATE WITH US!