Zeromancer
a cura di: Ophelia
pubblicato il: 2009-03-15
Sinners International
  • 1. Sinners International
    2. Doppelgänger I Love You
    3. My Little Tragedy
    4. It Sounds Like Love (But It Looks Like Sex)
    5. Filth Noir
    6. Fictional
    7. I'm Yours To Lose
    8. Two Skulls
    9. Imaginary Friends
    10. Ammonite

Ecco finalmente nelle nostre mani l’ultimo lavoro degli Zeromancer: “Sinner International”.

Si tratta del loro quarto album in studio: la band norvegese è attiva dal 1999, anno in cui sulle ceneri dei Seigmen -una realtà molto importante nella Norvegia Industrial-, Alex Møklebust (voce), Kim Ljung (basso), Noralf Ronthi (batteria) Lorry Kristiansen (programmazione) e Dan Heide (chitarra) fondano un nuovo progetto, fondendo il nome della novella di Ellis “Less than zero”, con quello del “Neuromancer” di Gibson.

Nasce così una formazione dedita alle sperimentazioni dell’Industrial rock e del Synthpop, con la costante del cambiamento: in una delle ultime interviste Kim ha confermato che l’obiettivo degli Zeromancer è quello di cercare di rinnovarsi costantemente, per sentirsi vivi e per non deludere il loro pubblico.

E questo nuovo Sinners Internetional non delude di certo le aspettative: è come se fosse una ben misurata sintesi dei tre lavori precedenti. Il lavoro si distacca dagli ammiccamenti “pop” dei loro ultimi tempi: un ritorno sul binario giusto dunque, un binario inquieto, nostalgico e così tipicamente “scandinavo”, fatto di arrampicate di tecnica ma anche di melodie pop dirette, di un gusto elettronico elegante e sfavillante. Il tutto è però mediato da una cascata sonora che può sembrare finzione e distacco, se sommata alla immagine ormai standard di band goth-industrial.

Questa è infatti la critica mossa al gruppo che ho riscontrato nel web, ma le polemiche di genere e immagine preferiamo lasciarle da parte. Se state cercando le luccicanti tinte dipinte dai New Order nei vecchi anni ’80, mescolate alle campionature metalliche dei Nine Inch Nails, e al carisma dei Depeche Mode, questo album fa per voi.