Guns n’Roses
a cura di: Lucrezia Polito
pubblicato il: 2009-04-02
Appetite for Destruction

  • 1. Welcome to the jungle
    2. It's so easy
    3. Nightrain
    4. Out ta get me
    5. Mr. Brownstone
    6. Paradise City
    7. My Michelle
    8. Think about you
    9. Sweet child o' mine
    10. You're crazy
    11. Anything goes
    12. Rocket queen

Un disco su cui è stato scritto molto e difficile da recensire senza scivolare nel “deja-vu”…ma nonostante i 22 anni trascorsi e i quintali di fango che hanno coperto il “buon” nome dei Guns n’Roses negli ultimi 15, si tratta di tracce che hanno ancora molto da dire…
Più che un album, un’opera d’arte poetica e maledetta per le emozioni che suscita.
Welcome to the jungle è l’ouverture perfetta per questa sinfonia rock che viaggia nel tempo da anni senza fermarsi nel magazzino dei vinili dimenticati. La voce di Axl è cristallina, i testi sono affilati e benedetti dal “dono” di Axl Rose, la scrittura, che è la sua più grande risorsa, a mio avviso…scritta in tre ore, nella cantina di Slash, è diventata il simbolo di una generazione di sbandati. All’epoca dell’uscita dell’album, un putiferio di polemiche su questi artisti che la società classificava come “capelloni effeminati” drogati, alcolizzati e pericolosi, i cui video erano tagliuzzati dalle oscenità e la cui copertina è stata censurata e additata come sessista.
L’antipasto continua con la ritmata It’s so easy per lasciare il posto alla splendida # 3 “Nightrain “. E’ un inno ad una marca scadente di vino Californiano il “Night Train Express” di cui i Guns pare facessero smoderato uso nei tempi di magra …a mio avvisio il pezzo più bello dell’album, con un ritmo pazzesco “ready to crash and burn”. Slash nella sua recente autobiografia afferma “That song has a rhythm to it in the verses that from the start always made me go crazy” (Fonte: Bozza, Anthony, Slash - 2007). L’atmosfera resta tagliente e si declina cattiva nelle Out ta get me e Mr. Brownstone che descrive una tipica giornata di Izzy e Slash.
Paradise City è leggera e allegra, e poi la “sporca sequenza”: My Michelle, in cui Slash si abbandona al suono oscuro della sua Gibson SG “tradendo” la Gibson Les Paul, per dar vita ad una “love song” particolare, seguita dalla romantica Think about you e la splendida Sweet Child of Mine, alla ribalta oggi nella pellicola The Wrestler. Lo stesso Rourke, in una recente intervista dichiara: “Quando ero un pugile, prima di salire sul ring facevo suonare a palla Sweet Child of Mine (accade anche alla fine del film n.d.r.) dei Guns n’Roses. Mi caricava”
(Fonte: Rolling Stone marzo 2009 – Massimo Rota)
You’re crazy si allena molle dietro le quinte, mentre Anything goes credo sia la canzone più inascoltata della band…
La lunghissima Rocket Queen chiude l’album, facendoci rimpiangere che non duri ancora. Il migliore album dei Guns n’Roses, impresso per sempre nel “destino del rock”, e che ancora oggi riecheggia nelle radio nostrane a seguito dell’uscita di Chinese Democracy, il nuovo disco dei NUOVI Guns n’Roses che nulla ha a che spartire con la gloria indiscussa di Appetite.
E per citare nuovamente il buon vecchio Randy the Ram/Mickey Rourke “Il rock vero è quello dei Def Leppard, Ac/Dc, Guns n’Roses. Quel frocetto di Kurt Cobain ha rovinato tutto” (Fonte: Rolling Stone marzo 2009 – Massimo Rota). Concordo e sottoscrivo. STAY ROCKED.