Nightwish
a cura di: Alonestaff
pubblicato il: 2007-03-02
“Once”


  • Dark Chest Of Wonders

  • Wish I had An Angel

  • Nemo

  • Planet Hell

  • Creek Mary's Blood

  • The Siren

  • Dead Gardens

  • Romanticide

  • Ghost Love Score

  • Kuolema Tekee Taiteilijan

  • Higher Than Hope

Once, un capolavoro travolgente, passionale, datato 2004.
Album di una band che ha fatto la storia nel metal, ha saputo creare questa pozione letale, non poteva esserci miscuglio migliore della musica classica fusa con la musica metal.
Sto parlando proprio dei Nightwish, nati nella fredda Norvegia nel dicembre del 1996 per volere di Tuomas tastierista e compositore, Emppu chitarra e Tarja voce.
All’inizio le canzoni erano composte solamente in acustico, quindi ben lontane dal loro sound odierno, ma non passò molto tempo per abbandonare la chitarra acustica ed impugnare quella elettrica e nel 1997 entrò Jukka, batterista, a far parte del gruppo. Hanno deciso di mixare due filoni della musica, completamente diversi, il metal e la classica, creando questo Symphonic metal. Semplicemente unico. Once, ultimo album dei Nightwish, è a mio parere il CD in cui si percepisce al meglio la fusione. Lo ascolti tutto d’un fiato, partendo da Dark Chest of Wonders, travolgente ed avvolgente, sinth e chitarra elettrica, batteria ed orchestra. E’ proprio una vera e propria opera lirica moderna.
In tutto l’album ci sono svariati cambi di tempo, passaggi dall’armonico al duro sound metallaro, una caratteristica che ho sentito molto presente in Once, rispetto a Wishmaster o Century Child. Le melodie si rifanno di più ad una composizione più complessa, più orchestrale, ma sono anche più solide in quanto la chitarra elettrica è ben più presente e sentita.
Creek Mary’s Blood è il pezzo che preferisco. Ho visto il live di questa canzone su youtube ed è stato davvero emozionante. Vedere l’indiano John Two-Hawks sul palco che suona il suo flauto e sussurra parole della sua terra, accompagnato dagli archi che uscivano dal sinth di Tuomas. La voce soave e meravigliosa di Tarya racconta le sofferenze del popolo indiano mentre una chitarra acustica suona lontana. Vedere queste due culture differenti che si sono attorcigliate intorno a quest’ universale modo di comunicare, la musica, può solo farti venire la pelle d’oca. Non ho altro da scrivere su quest’album.
Non riesco a descrivere le emozioni che mi trasmette perché sono talmente forti che non è facile trascriverle su carta. Non voglio fare la solita lista nella quale descrivo ogni pezzo, sono talmente unici ed emozionanti che non posso descriverli. Vi do soltanto un consiglio: ascoltatelo.
Componenti
Voce: Tarja Turunen
Chitarra: Erno Vuorinen
Basso: Marco Hietala
Batteria / Percussioni: Jukka Nevalainen
Tastiere: Tuomas Holopainen