HugaFlame
a cura di: Naida
pubblicato il: 2006-10-08
"Generazioni fuori controllo"

Huga Flame ci offre un album da ascoltare tutto d’un fiato. Oltre un’ora di piacere per le orecchie amanti dell’hip hop.
Il trio ci offre una bella miscela di basi, scratch e rime, ciascuno dei quali risulta indispensabile per ottenere un prodotto di tale livello.
Le basi di Livio sono pulite, con batterie potenti e arrangiamenti buoni realizzati con bei suoni. L’unico difetto, se così si può chiamare, delle basi è che ho la sensazione che molte inizino in modo troppo simile. Gli scratch di Dj Ronin, presenti in molti pezzi, sono molto vari e “stilosi”, ed è un vero piacere ascoltarli. La loro buona riuscita non è per niente scontata, perché quando utilizzati in un certo modo, non è detto che migliorino il pezzo, anzi, potrebbero risultare in qualche modo “in più”, invece in questo caso risultano ben integrati nei beat.
Per quanto riguarda il rap di Dydo, ma anche di Livio, è presente una bella metrica in tutti i pezzi, un bel flow. È semplice seguire ogni strofa non solo grazie alla rappata molto espressiva e movimentata che suscita una certa curiosità e spinge a seguire bene il testo ma anche grazie al contenuto dei testi. Generazione Fuori Controllo è l’espressione semplice e sincera della vita di tutti i giorni, di giovani ragazzi che se la devono vedere con questioni e problemi quotidiani come l’amore e i rapporti con le ragazze, il lavoro, lo studio, le amicizie, ma anche argomenti di più ampio interesse come le guerre, l’incertezza sul futuro e il contesto socioculturale attuale. Ma ciò che contraddistingue maggiormente i testi e che per quanto mi riguarda li rende molto apprezzabili è il sarcasmo e l’ironia di cui sono pieni.
Le tracce che ho gradito di più sono:
“Truffe” ha una base molto efficace con un ritornello incalzante. Il testo si riferisce ai vari raggiri a cui siamo sottoposti nella vita quotidiana.
“I cazzi tuoi” ha un beat valido e violini che rendono la base molto calda. Si parla dei ficcanaso, e in questo caso, possiamo riprendere una frase di Dydo che rende l’idea: “vuoi sempre indagare, sai così tanto degli altri che di te non hai una m***** da raccontare”.
“Invisibili” è una riflessione sull’anonimato in cui viviamo in società. Riporto una frase di Livio: “siamo invisibili, nessuno ci pensa, la pioggia ci attraversa con indifferenza”.
“Stupido” è un pezzo in cui si analizza la propria situazione personale, nella quale spesso ci si sente stupidi più che altro perché altri ci fanno sentire tali, e allo stesso tempo vengono beffeggiate proprio queste persone che stanno sempre lì con il dito puntato a criticarci, arrivando alla conclusione che forse i veri stupidi sono loro. Avvincente l’ironia con cui si esprime Dydo.
“Fumala tutta” in cui beat e tastiere fanno da gradito contorno a questa divertente satira sul fumo. Geniale lo sviluppo del pezzo: due persone, una fumatrice, l’altra no, che discutono delle sigarette.
E qui mi fermo, anche se non c’è niente da saltare, a parte forse “Vorrei”, di cui non mi attrae il testo un po’ insignificante.