Skunk Anansie
a cura di: Alessandra Fardella
pubblicato il: 2009-05-14
Post orgasmic chill

  • 1.charlie big potato
    2.on my hotel t.v.
    3. We don’t need who you think you are
    4. Tracy’s flaw
    5. The skank heads
    6. Lately
    7. Secretly
    8. Good things don’t always come to
    9. Cheap honesty
    10. You’ll follow me down
    11. And this is nothing that i thug i had
    11. I’m not afraid

- 1999 una data perfetta per un album come : Post orgasmic chill.

Il sipario si apre con la canzone: - Charlie big potato, e non vi sbagliate, non siete pazzi! L’introduzione e’ il tipico DRUM’N’BASS,finche’ il rullante di Mark non comincia ad esplodere cedendo il passo al vero sound rockettaro degli skunk anansie, che ha qualcosa di inquietante e sinistro,proprio come il video,in cui Skin sembra quasi posseduta,con la stessa postura di un ragno se ne sta’ li’ sul pavimento di un bagno,ed in questo caso:”CESSO sarebbe piu’ adeguato come termine”,visto che trabocca di scarafaggi,apparendo come un cesso da obitorio ,con la solita luce del neon mezzo guasto ,che si accende e si spegne ad intermittenza (come in gran parte di film thriller-horror),ed il bambino tormentato da qualche segreto o visione poco gradevole ci ricorda lo stesso bimbo del film: the sixth sense .

Che dire ?...questo pezzo e’ un terremoto,colmo di grida e di voci sussurrate ,la vostra pelle si accapponera’ anche se farete finta di nulla,la vostra mente comincera’ a viaggiare in una sorta di mondo oscuro che brulica di fantasmi del passato.

- On my hotel t.v.: e qui skin reclama ancora una volta contro le discriminazioni sessuali,un canto parlato e spezzato tanto quanto il basso funky di Cass.Ci parla della visione contorta e ristretta del mondo televisivo,che a volte come un frullatore sminuzza e fonde tanti frutti un frullato che probabilmente senza zucchero e senza un buon contenitore ,puo’ andare a male, trasformandosi nel peggio della discriminazione razzista ,sessuale e politica. -We don’t need who you think you are : Qui Skin si rivolge direttamente a chi ha fatto si che per anni ci fosse una grande dose di razzismo, all’ipocrisia di certi politici bianchi che hanno tolto la dignita’ e la liberta’ a chi nel sud africa aveva solo bisogno di sincero aiuto e rispetto ,e grida con rabbia:perche’ non abbiamo bisogno di quello che sei,non abbiamo bisogno di cio’ che pensi di essere!

- Tracy’s flaw : una bella ballata sadica, per una disarmante confessione di un’amante che gode nel veder soffrire il suo partner,ed e’ una canzone accompagnata da una melodia cosi’ dolce e intensa,malinconica e sorprendente.

- The skank heads :E’ tra le canzoni piu’ scatenate in cui non ci si puo’ mica star fermi,e come sempre Skin mette in primo piano la sfaccettatura piu’ rivoluzionaria: devo insultare sui pavimenti amichevoli del peccato/schiaffeggiare il viso troppo equilibrato/vedere la faccia bagnata mentre nego me stessa.Questa sorta di sfida,ribellione con se stessi,la lotta ardua che riesce a manifestarsi anche attraverso quei riff, ripetitiva come cio’ che puntualmente ci potrebbe ossessionare per poi esplodere o implodere in se’.

- Lately: Nonostante la melodia orecchiabile che ha stonato le vostre orecchie quasi ogni giorno nell’anno 1999,che chiunque si ritrova a canticchiare o fischiettare con spensieratezza,scoprirete che il testo non e’ poi cosi’ leggero e allegro quanto la melodia,il che crea l’interessante contrasto che esorcizza una triste realta’,e la chiave si racchiude soprattutto in frasi come:le emozioni tentano di nascondersi quando ci provo/ultimamente non riesco a colorare quello che abbiamo perso/siamo troppo esauriti per ribellarci…( e cosi’ via) qui si cela tutta la repressione,la sofferenza e l’orgoglio di chi si e’ chiuso in se’,di chi non riesce piu’ a illuminare il suo cuore a causa delle brutte esperienze,trasformandosi in una roccia che con una semplice scossa di terremoto si sbriciolerebbe.

- Secretly: un’introduzione magnifica ! romantici archi decorano l’inizio di una canzone dannatamente dolce.

UN triangolo,una vicenda tormentata, in cui nel video appare palese il finale della combattuta relazione a tre,che custodisce il tanto cantato segreto.

- Good things don’t always come to you: “In amore certe cose , non vanno sempre come vorresti” questa e’ una frase commovente che Skin canta sussurrandola all’inizio e poi come di consuetudine la urla con tutta se stessa,e riesce come sempre a toccare le corde pu’ intime dei cuori piu’ afflitti.

- Cheap honesty: l’intro e’ lento ,delicato,semplice ma quello stesso fluido rosa che scivola attraverso le sue corde vocali ben distese e poco vibranti, adesso di colpo nel ritornello si indurisce e comincia a vibrare violentemente ,cercando un po’ di :verita’,sincerita’e onesta’, tra le mille facce di chi si copre di orgoglio ed in fine si stende su un prato di solitudine.

- You follow me down: un’altra ballata per un testo popolato dalle fiamme:non voglio che mi perdoni,mi seguirai giu’.Sembra un invito all’inferno,probabilmente lo stesso in cui Skin spesso si ritrova infuocata dai riff e dalla sua sofferenza d’amore.

- And this is nothing that i thought i had: il pezzo si apre con la voce di Skin un po’ singhiozzante e poi esplode in una ritmica quasi hardcore, la quale sicuramente spiazza un po’ tutti voi ma che riesce a dare la giusta carica,mentre parole di disprezzo si fanno strada per qualcuno che riempie di superficialita’ una relazione che potrebbe esser stata qualcosa di piu’ profondo : il tuo affare si e’ incagliato/il basso batte chiaramente e la tua cagna non emette un suono.

- I’M not afraid: ed ecco il brano conclusivo dell’album,una ballata liberatoria in cui Skin dichiara di non aver paura di affrontare l’ennesima delusione: ora ho visto attraverso le crepe/ tuttavia non ho paura.

Post orgasmic chill e’ un album da urlo! Quante parole echeggiano ancora nella nostra testa…parole di rabbia,vendetta,gioia,delusione…frammenti di vita…frammenti di Skin!