Verdena
a cura di: lizgy
pubblicato il: 2009-05-24
Requiem
  • 01. Marti in the sky (intro)
    02. Don Calisto
    03. Non prendere l’acme, Eugenio
    04. Angie
    05. Aha (musicale)
    06. Isacco Nucleare
    07. Caños
    08. Il gulliver
    09. Faro
    10. Muori Delay
    11. Trovami un modo semplice per uscirne
    12. Opanopono (musicale)
    13. Il caos strisciante
    14. Was?
    15. Sotto prescrizione del Dott. Huxley

Come descrivere “Requiem” in poche parole? I Verdena sono un gruppo indie-grounge atipico vista la fortuna o la sfortuna di avere sopra “Il Gulliver”(ovvero la testa in “Arancia meccanica”) l’ala protettiva di una major fin dalla nascita. Con il loro quarto album sono arrivati alla piena maturazione. Ogni pezzo di questo gioiellino d’album è ragionato: dall’arrangiamento fino alla scelta dei titoli. Un concentrato di rock sano e pensato nei minimi dettagli, ricco di pezzi strumentali eseguiti abilmente.




I Verdena, come nei loro precedenti album, avvalorano “Requiem” con una miriade di citazioni dimostrando una vasta conoscenza della musica rock. Oltre al titolo della conosciutissima “Angie” dei Rolling Stones rendono tributo ad altri importanti gruppi. Ad esempio in modo più indiretto con “Sotto prescrizione del Dott. Huxley” si riferiscono allo scrittore che descrisse gli effetti delle droghe nell’opera “Le porte della percezione”, libro da cui i Doors presero il nome. Poi con “Non prendere l’acme, Eugenio” riprendono il titolo “Careful With That Axe, Eugene” dei Pink Floyd e nell’intro “Marty in the sky” si sentono voci che inequivocabilmente trasportano la mente ai primo secondi di “Another Brick in the wall”. Infine non posso tralasciare da questo elenco la ledzeppeliniana (o Acdciana) “Muori Delay” e la poetica e psichedelica “Canos” che ricorda i testi delle canzoni di Battisti (o meglio i testi di Mogol) misti alle musicalità di Battiato. Ma questa forse è solo un elucubrazione mia.

“Requiem” è un album ricco che accoglie al suo interno varie sfumature rock, veleggiando da pezzi sporchi e oscuri a ballate dolci e psichedeliche. La presenza della chitarra classica in molti pezzi rende il tutto più melodico.

I testi dei Verdena sono molto particolari, tanto da tendere un dubbio se sono assolutamente geniali o se non hanno assolutamente senso. A me piacciono. La loro stranezza permette di lasciarsi trasportare in viaggi d’interpretazione libera e immaginosa.



Spesso accusati di essere copie dei Nirvana, o di svariate altre band risalenti agli anni ’70, i Verdena cercano in realtà di portare avanti una tradizione consolidata: riprendendo gruppi rock importanti la traspongono in una chiave di lettura tutta loro.

In conclusione non posso non citare la bellissima “Trovami un modo semplice per uscirne”, un pezzo di pura dolcezza, musica e poesia, assolutamente da non omettere dal proprio bagaglio musicale.


Requiem.