Scorpions
a cura di: Lucrezia Polito
pubblicato il: 2009-05-30
Lonesome Crow
  • 1. I'm Goin' Mad
    2. It All Depends
    3. Leave Me
    4. In Search of the Peace of Mind
    5.Inheritance
    6. Action
    7. Lonesome Crow

Lonesome Crow, il primo album degli Scorpions, è la prova di quanto la musica hard rock/metal sia sempre stata maltrattata in Italia da osceni programmi radiofonici/televisivi propinatori di hit da classifica al solo scopo NON di favorire l’espressione musicale, ma di proporre artisti economicamente fertili.
Negli anni ’80 questa band divenne nota anche da noi, sebbene nata nel 1965 (!!!), più che altro per le sue ballad e per stupidi pezzi come Rock you Like a Hurricane e Wind of Change. Dimenticateli, perché il veleno degli Scorpions è nascosto potente e selvaggio negli album degli anni ’70.
Dal 1972 ad oggi la line-up della band è cambiata molte volte, in questo album vediamo Klaus Meine e Rudolf Schenker (voce e lead guitar - gli unici rimasti nel tempo), il sedicenne Michael Schenker (fratello minore di Rudolf), Lothar Heimberg (basso) e Wolfgang Dziony (batteria).
I'm Goin' Mad apre l’album mirabilmente con suoni ipnotici e chitarra, sembra quasi di poter entrare nella sala di registrazione con divanetto e colori prettamente seventies. Il brano dura più dei canonici 3 minuti a cui MTV ci ha costretto, come le altre, il ritmo è delirante, una scoperta, per chi li ha sempre ascoltati solo in versione “anni 80”. Senza pausa quasi segue It all depends, continuando il trip (musicale) psichedelico, ma più orientato verso un sound hard rock, con un basso che si fa sentire anche nello stomaco, molto emotivo, senza eccessivi e noiosi virtuosismi.
Il vento introduce Leave me, l’unico pezzo quasi “lento” dell’album (ma non una ballad), con la particolare voce di Meine che intona un testo abbastanza atipico… I´m lost/Woman leave my life/Woman be so kind/Woman well you know/Well you know/Zero in returns/Zero she´s my girl/Woman well you know…
Anche In Search of the Peace of Mind presenta un ritmo tranquillo, quasi da ballad, con Heimberg che ci mette il becco ogni momento, colorandone il ritmo, e che a tratti aumenta l’andatura per restare in territorio hard rock nell’esplosione finale…
Il quinto brano, Inheritance, abbastanza malinconico, cambia pelle man mano che si avanza sui solchi (del vinile n.d.a.) dando spettacolo e mostrando che gli Scorpions sono a pieno titolo uno dei migliori gruppi di sempre. Alla via così, verso Action (titolo occasionale dell’album in alcune edizioni del vinile), un pezzo che odora di jazz (!!!) e poi la title track dell’album, Lonesome Crow, che dura più di 13 minuti, morbida e sensuale al principio, con assoli pazzeschi e a tratti virtuosi e Meine che incanta…
Lonesome Crow è un album a dir poco sorprendente, che vi farà amare questa band, molto sottovalutata, e secondo me in certi pezzi superiore a Led Zeppelin e Deep Purple che erano più belli e avvantaggiati geograficamente dalla scena musicale dell’epoca.
STAY ROCKED
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