Stray Cats
a cura di: Lucrezia Polito
pubblicato il: 2009-06-24
Stray Cats
  • 1. Runaway Boys
    2. Fishnet Stockings
    3. Ubangi Stomp
    4. Jeanie, Jeanie, Jeanie
    5. Storm The Embassy
    6. Rock This Town
    7. Rumble in Brighton
    8. Stray Cat Strut
    9. Crawl Up And Die
    10 Double Talkin' Baby
    11.My One Desire
    12.Wild Saxophone

Dopo un decennio di musica strepitosa per lo più statunitense (Led Zeppelin, Deep Purple e soci), nel 1981 l’Inghilterra conquistava le radio ed il mondo con new wave, punk e pop, otre che rock e suoni che puntavano al futuro con uso di sintetizzatori e “finte batterie”.
Ma nuove influenze nascevano da vecchi stili, in una specie di recupero in chiave moderna dei riff datati, come il rockabilly. Gli Stray Cats, visto l’andazzo britannico, e l’esplosione del revival anni ’50, si trasferirono in terra anglosassone per sfornare Stray Cats, il loro primo album, sfrenato e convincente sin dalle prime note.
Runaway Boys attacca con il contrabbasso di Slim Jim Phantom e la batteria di Lee Roker ed è puro rock n’roll che denuncia i disagi di un’adolescenza selvaggia e introduce al mondo l’enorme talento di uno dei migliori chitarristi viventi, Brian Setzer, ben dotato di corde vocali calde e pienamente a tema.
Sembra quasi di vederli i tre rocker “maledetti” mentre Fishnet Stockings corre sul solco, e la successiva Ubangi Stomp ricorda inevitabilmente le influenze anni ’80 in stile Madness. La deliziosa Jeanie, Jeanie, Jeanie ci riporta sulla pista da ballo e nel puro mood rockabilly con accenni di swing. Storm The Embassy, l’unico pezzo a sfondo politico mai scritta dalla band rende l’atmosfera più seriosa, con un sapore quasi soft punk, che fa dimenticare il testo, ed una ritmica perfetta.
A seguire la nota Rock This Town (spesso utilizzata in videogiochi e colonne sonore) in un tripudio di chitarra, ciuffi a banana, basettoni e gonne a campana, semplicemente travolgente. Della stessa pasta di Ubangi Stomp la bella Rumble in Brighton, a sentirla sembra impossibile che gli Stray Cats siano solo in 3…..
E finalmente il manifesto rockabilly, Stray Cat Strut (nota: il gatto è uno dei simboli rockabilly per eccellezza) una notte randagia “singin’ the blues while the lady cats cry” e Brian Setzer che regala finezze stilistiche. Crawl Up And Die è alla maniera di Eddie Cockran, più la voce di Setzer che sembra un medley tra Elvis Preley e punk.
Double Talkin’ Baby vi obbligherà ad alzarvi dalla sedia o prendere la chitarra (se riuscite a star dietro alle prodezze di Brian), mentre My One Desire è più meditativa e romantica.
L’ultimo pezzo, Wild Saxophone, è una corsa forsennata tra fiati, contrabbasso e batteria, con Setzer che entra a passo felpato con il suono inconfondibile della sua Gretsch.

STAY ROCKED
lady.simmons@email.it